Buongiorno, mi chiamo Elena, ho 36 anni.
Faccio quindi parte di quella generazione che ha subito il cosiddetto tappo da parte dei 50/60enni. In parte è vero.
Però, in questi giorni, pieni di aggiornamenti dalla Leopolda su tutti i giornali online e offline, non riesco proprio a non pensare che Matteo Renzi, nato 13 giorni dopo di me, mi stia raccontando una gran balla.
Se il concetto è che ci sono sempre le stesse facce nel partito e nei luoghi di potere, lui sa molto bene, lo sanno bene tutti gli iscritti al PD, che esistono, in questo partito, tutti gli strumenti democratici per candidarsi ed essere scelti. Lo sa bene lui, che ha vinto le Primarie a poco più di 30 anni ed è diventato Sindaco di una delle città più importanti d’Italia, lo sanno bene gli altri che queste primarie magari le hanno perse, lo sanno anche quelli che alle primarie non si candidano perché temono di perderle.
Lo sa Renzi, che questa è una battaglia demagogica.
Il nostro non è un partito che ha lo stesso Presidente o Segretario da decenni, abbiamo fatto le primarie recentemente e c’erano gli spazi per candidarsi. E questo a tutti i livelli, fino al segretario di circolo. Non è un partito con un uomo solo al comando, c’è una grande ricchezza di opinioni e contributi (a volte anche troppi, tanto che a volte, per avere una posizione netta, bisognerebbe ripristinare il vecchio caro centralismo democratico). Un partito che cerca di rimanere in equilibrio tra chi chiede di parlare con una sola voce e avere una linea precisa e decisa, e chi chiede di ascoltare tutte le voci.
La mia sensazione è che Renzi stia semplicemente verificando se ha i numeri per candidarsi, utilizzando argomenti facili e di gran moda: i giovani, internet, gli asili nido, i costi della politica, la modernità, la comunicazione.. alcune proposte deboli, altre già da tempo nel programma del PD, poco cuore, poca, pochissima sinistra. Per questo piace tanto agli elettori di destra, che sono alla ricerca di un leader credibile per il dopo Berlusconi e non sanno come fare a dire ad Alfano che ha il carisma di un comodino.
Alla fine credo che il “giovane” Renzi non si candiderà (lo sapremo tra qualche ora, forse), perché, citando Max Gazzè dovrà soccombere al problema “di non piacere agli altri” (“come in fondo ci si aspetta che sia”).
Intorno a lui una serie di soggetti di varia natura: dinosauri che fanno quelli che “largo ai giovani”, tipo Parisi, altri dinosauri che stanno valutando se candidarsi o meno, tipo Chiamparino. Altri che cercano in questo “movimento” un riscatto personale o gli spazi che non hanno trovato, per mancanza di consenso, altrove.
Da tutto questo bel teatrino, oltre al PD stesso, quelli veramente danneggiati sono i Giovani Democratici, che sarebbero gli unici titolati a porre il tema del ricambio generazionale, ma che lo fanno con gli strumenti che un partito democratico a tutti gli effetti dà loro: elezioni interne, primarie, etc.. Lo fanno troppo timidamente? Forse. Sono troppo pochi per fare massa critica? Probabile. Fatto sta che adesso, quando si pensa ai giovani del PD, all’elettore medio di centrosinistra, non vengono in mente le migliaia di ragazzi e ragazze che tengono su i circoli del PD, le unioni comunali, quelle provinciali, le feste (insieme a un considerevolissimo numero di dinosauri di base), che stanno diventando Sindaci o Assessori, che lavorano anche per creare una alternativa credibile di Governo del Paese, ma, all’elettore medio, vengono in mente i rottamatori, che stanno dividendo l’attuale alternativa credibile, per provare il colpaccio.
Io un candidato Premier l’ho già votato con le primarie per il Segretario del Partito, consapevole del fatto che avevamo deciso tutti insieme, nello Statuto, che il Segretario sarebbe stato il candidato del PD alle primarie di coalizione.
Ho votato la persona che mi pareva più capace, con l’esperienza giusta, una persona che mi dà fiducia e che sa di cosa sta parlando. E le mie scelte non sono mai dipese da fattori come l’età o il sesso. Dobbiamo scegliere le persone migliori.
Nell’ultima fase congressuale del PD, mi è capitato di scegliere tra un 25enne e una signora in pensione. Ho scelto lui perché trovavo che avesse maggiore spessore politico.
Questo tormentone passerà presto, io credo, spero solo che non ci danneggi troppo. Nel frattempo, sabato prossimo, io e lo Svizzero andremo a Roma (col bus!) a manifestare contro questo Governo e li ci sarà tutto il PD, senza distinguo. Dobbiamo essere tantissimi, saremo tantissimi.
Venite anche voi?
Link per info sulla manifestazione.
Link per i ravennati.