Rovinafamiglie

Nel bel mezzo di un mercatino di Natale di una cittadina della Svizzera Italiana, passeggiano due nonni e spingono con travasi di orgoglio la carrozzina della prima nipote di 3 mesi, imbacuccata in una trapuntina rosa da cui spunta solo un perfetto nasino all’insù. A codazzo la figlia maggiore, madre della pupa, il figlio minore e i rispettivi compagni, leggermente defilati.
Io, nel ruolo di compagna del figlio minore, fingo sempre di essere distratta da un qualche prodotto delle bancarelle perché per me, oggi, tira una brutta aria.
E infatti, ciascuna delle molteplici tappe di presentazione ai compaesani della nuova arrivata, è accompagnata da frasi di questo tipo “Questa è Sofia, quando è arrivata è stata una grande gioia, poco prima del grande, grandissimo dolore della partenza di Matteo, che va via, in Italia.” Seguono facce sconcertate dei paesani (di cui solo un’infima percentuale parla in ticinese), alla parola “Italia”. Gente che probabilmente si ricorda l’Italia del dopoguerra e immagina Matteo in piena notte a dover uscire di casa per andare nel bagno in cortile, suppongo.
Alla fine della lunghissima via del mercatino, quando già pensavo di essere salva, si avvicinano due signore, a cui tutti vanno incontro con saluti di un’ottava più alti (quindi, immagino, siano grandi amiche). La più anziana delle due mi individua da lontano, anche se mi fingo turista giapponese e scatto foto a destra e a manca con l’iphone, viene verso di me e proferisce le seguenti parole: “Perché, perché ce lo porti via?”.
Raccontano testimoni che una foto della mia faccia, in quel frangente, non ha prezzo.

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Speriamo sia questo il Paese normale

Questa sera, a giudicare dai commenti su internet, mezza Italia sta guardando la conferenza stampa del Governo Monti.
Mi sento come quando da piccola, ascoltavo il discorso del Presidente della Repubblica con la mia bisnonna e le sue vicine, che di televisioni ce ne era una in tutto il condominio. Un condominio vecchissimo, in pieno centro a Bologna.
Io allora non capivo quasi niente ma mi sembrava una cosa molto solenne a cui era meglio stare attenti e zitti. Mi sembrava una cosa seria e importante, del resto, quelle vecchiette che commentavano ad alta voce tutti i programmi televisivi, davanti a questo stavano zitte.
“Il Presidente della Repubblica quindi è più importante di Mike Bongiorno” era quello che pensavo allora. E con quel rispetto per le istituzioni io ci sono cresciuta e ci ho creduto, fino a qualche tempo fa.
Poi sono venuti i buffoni, gli arroganti, quelli che hanno lavorato per loro, quelli che si facevano pagare le donne, quelli che usavano l’aereo di Stato per i fatti loro, quelli che hanno portato una grande potenza economica sull’orlo del baratro, quelli che facevano il dito e le corna, che dicevano le barzellette e le battute volgari.
La conferenza stampa di stasera, può non avermi convinto in tutti i contenuti, ma lo sapete da quanto non sentiamo dei contenuti? Lo sapete da quanto non sentiamo un Ministro che spiega una manovra con chiarezza? Certo, sarà durissima, certo, speravo in una patrimoniale, certo, l’iva non aiuta i consumi, certo, le pensioni. Ma potevamo pensare di chiedere a questo gruppetto di professori di salvare l’Italia, accontentando al contempo tutti? Impossibile. E a me già pare un grande risultato così.
Ve le ricordate le conferenze stampa di Berlusconi? Quelle in cui si parlava di giudici comunisti e di complotto? Vi ricordate la manovra di agosto? Quando proponevano una cosa per vedere l’effetto che faceva, poi la ritiravano, poi ne proponevano un’altra. Sembra passato un secolo, sono passati 17 giorni. Troppo poco, come ha ricordato il Ministro Giarda, forse con due mesi di tempo in più avrebbero potuto fare di meglio.
Io ora chiedo al mio partito, che si trova responsabilmente a sostenere il Governo, di cercare di migliorare qualche aspetto della riforma, ma di non indugiare a votarla. Non sarà di certo l’ultima, ma di certo deve essere velocemente la prima.
E finalmente provo a sperare che il Paese normale non sia quello che c’era prima, come ammetto di aver temuto, ma questo qui, dove un Presidente del Consiglio si pone il problema di non fare condoni, di fare un gesto simbolico che riguarda la sua indennità nel chiedere sacrifici agli italiani, di puntare su interventi per il recupero dell’evasione. Dove un Presidente del Consiglio raduna mezza Italia davanti alla Tv ad ascoltarlo, perché è un momento solenne, serio e importante.

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Romagna for dummies

Adesso amore mio voglio raccontarti di cose della Romagna e dei romagnoli, te le voglio raccontare così ti prepari per quando sarai qui anche tu.
Una delle cose che plasmano di più il carattere dei romagnoli, tu penserai che è il sole o il mare, e in effetti un po’ è così, ma io, fra tutte le influenze più profonde, di certo considererei la nebbia.
Che adesso la nebbia non c’è tantissimo come quando ero piccola io, ma, allora, tutte le sere d’inverno, d’autunno e a volte anche di primavera, c’era la nebbia.
Me lo ricordo perché quando avevo la panda rossa, a 18 anni, andavo in discoteca ad Alfonsine il venerdì, e col fatto che la Panda faceva del fumo dal bocchettone del riscaldamento, c’era nebbia in macchina e nebbia fuori e un sacco di volte al curvone di San Bernardino ho tirato dritto lungo la stradina sterrata. E per fortuna che con la panda si andava piano, ma piano piano eh. Andava piano ma io arrivavo sempre a casa che puzzavo di olio bruciato, ma vabbè, questa è un’altra storia.
La nebbia è di due tipi: c’è la nebbia fitta fitta e c’è la nebbia a muro.
La nebbia fitta fitta ti costringe a stare molto concentrato, a essere lucido in ogni istante e a ricordare quello che con gli occhi non puoi vedere.
La nebbia muro invece è come un tuffo nel vuoto: è tutto perfettamente limpido fino a un punto preciso in cui vedi il muro di nebbia, e più ti avvicini più sei consapevole che di li a poco non vedrai più nulla. 100 metri, 50 metri, 20 metri, ti sembra quasi di schiantarti, e in fondo potresti perché se 10 metri dopo quel muro ci fosse un’auto a fari spenti non la vedresti mica. 10 metri, 5 metri bummm, sei dentro. E allo stesso modo dopo un po’ ne esci, ma è un’uscita talmente improvvisa che quasi rimani abbagliato da così tanta nitidezza, come se ti risvegliassi dal coma.
Ecco, quando vedi che vado incontro alle cose senza sapere quello che mi aspetta, considera che io a 18 anni, guidavo una panda rossa che fumava e andavo incontro a muri di nebbia, con la determinazione ostinata e incosciente del riccio che attraversa la strada, perché tanto so che prima o poi tutto sarà chiaro, limpido, abbagliante.

(si dice anche che qualche riccio ce la faccia ad arrivare dall’altra parte, solo che nessuno è riuscito a dimostrarlo)

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Vi ricordate il caso della ragazza che doveva essere operata in Italia?

Questa qui.
Bene, dopo meno di 3 mesi, la ragazza ha subito l’operazione e ora sta bene. Parteciperà all’iniziativa del 26 Novembre di cui potete leggere qui sotto:

Un sincero ringraziamento a chi ha raccolto il mio appello!

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Ma il mio partito è differente..

Oggi, la cosa più facile da fare è lasciare che altri facciano il lavoro sporco, aspettare qualche mese, mentre un governo tecnico senza colori particolari, costringerà l’Italia ai sacrifici e ci farà arrabbiare e imprecare (ma, nella migliore delle ipotesi, solleverà un po’ l’Italia da questo “baratro”), poi arrivare alle elezioni e guadagnare un po’ di voti.
Alla fine di questo periodo i partiti che avranno appoggiato questo Governo probabilmente non saranno nei sogni più belli degli italiani.
La cosa più facile è fare i puri e starne fuori.
Poi ci dovranno spiegare cosa ci stanno a fare, là, eh.

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Siparietto post manifestazione con cameo di Pippo Civati sullo sfondo

La situazione è più o meno questa: io e un gruppo di giovani attivisti del PD ravennate, ci troviamo ai margini di piazza S.Giovanni a Roma, per avvicinarci il più possibile alle strada da cui, al termine del discorso conclusivo di Bersani, dovremo defluire e arrivare alla metropolitana del Colosseo, prima che ci arrivi tutto il resto della folla. Lo facciamo anche perché siamo alla guida di un manipolo di zdaure velocissime a fare i cappelletti, un po’ meno a percorrere le vie del centro di Roma con in mano bandiere, termos, borse frigo e quant’altro hanno ritenuto fosse indispensabile per la manifestazione.
Siamo dunque fermi ai margini della piazza e una di noi dice: “Sarà mica Civati quello?”. Mi giro, è Civati che si dirige veloce verso le vie d’uscita e che in quel momento si ferma per salutare o parlare con qualcuno a due metri da noi. Accanto a lui quello che poi soprannomineremo “il suo avvocato”, un ragazzo in cappotto* nero, che ci sente e dice “Nooo, è uno che gli somiglia molto”. La mia amica, non paga, solleva i due bastoni da scopa che ha in mano (aste delle bandiere n.d.a.) e lo incalza sorridendo “No perchè se è Civati gli do due bastonate”**.
A quel punto il giovane incappotato vuol sapere, vuol capire, vuole “farci ragionare” e ci chiede come mai. Noi spieghiamo che Civati ci andava anche bene, Bologna è stata una bella iniziativa, ma andare alla Leopolda, no. Non doveva dar credito a una iniziativa per noi sbagliata.
L’avvocato ci spiega “Ma voi non capite, quando Pippo è si è presentato alla Leopolda, Matteo è morto! Non ha capito più niente, non se lo aspettava, è morto!”
Nella mia mente velocissimi pensieri che più o meno riassumerei in “Cioè ma davvero questo pensa che in due giorni di sovraesposizione mediatica, programmi tv a raffica, interventi radiofonici e chi più ne ha più ne metta, Renzi sarebbe andato in crisi per l’improvvisa e inaspettata apparizione di Pippo alla Leopolda?”. La risposta a quanto pare è sì. E prosegue:
“E Bersani? Bersani doveva andare, in quel modo Renzi sarebbe FINITO” facendo un gesto significativo con le mani.
Civati a quel punto è accanto al suo amico/avvocato e gli dice “Dai, andiamo..”. L’avvocato vuole comunque concludere questa sua opera di evangelizzazione, dato che inspiegabilmente non sembriamo convinti e allora si avvicina il dito all’occhio e ci dice “Ragionate!”.
Insomma questi si fanno la guerra tra loro, dicono che sono il nuovo che avanza, sono autoreferenziali in maniera impressionante, e poi saremmo noi che dobbiamo ragionare?
Si incamminano quindi fuori dalla piazza, mentre il discorso di Bersani non è ancora terminato.
Ragion per cui, mi dico, un’oretta dopo ha scritto che l’intervento di Bersani non gli è piaciuto.
In effetti, come ti può piacere un discorso che non hai sentito per intero?

EDIT: dimenticavo, la manifestazione è stata bellissima, la piazza era strabordante di gente e bandiere, il segretario era incazzato il giusto. E’ stata una ricarica di energie positive.
NOTE:
*la persona in questione, su twitter, mi ha segnalato che non indossava il cappotto
**lo scrivo chiaramente perché non ci siano dubbi: l’atteggiamento era scherzoso e non dava assolutamente a pensare a reali bastonate. Semmai verbali.

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Passione Democratica – 13 novembre, Forlì

Alcune amiche delle zone limitrofe, mi hanno segnalato una bella iniziativa, per chi non riuscisse a venire a Roma il 5 (ma anche per chi ci riesce) e volesse respirare un po’ di aria democratica.. qui il link dell’evento su Facebook.

PASSIONE DEMOCRATICA
Crescita, innovazione, regole: confronto sul PD che vogliamo
Cari amici e compagni,
come promotori della lettera aperta “non siamo mica qui a pettinar Bersani”, sottoscritta da oltre 300 democratici da tutta italia e pubblicata dal quotidiano L’Unità, sentiamo l’esigenza di continuare a confrontarci sul futuro del nostro Partito, cercando di non disperdere le energie e i contributi che siamo riusciti a convogliare a sostegno del PD e della linea del nostro Segretario.
Dal virtuale al reale, per contribuire insieme a rendere più forte il PD, discutendo democraticamente sulle regole, sui ruoli, sulla formazione, sulle proposte che il Partito propone come alternativa di Governo alla destra ora al potere, abbiamo organizzato un incontro aperto in primo luogo a tutti i sottoscrittori della lettera ma anche a chiunque, a prescindere dall’età anagrafica e dai ruoli, politici o istituzionali, voglia dare il proprio contributo.
Ti invitiamo quindi a partecipare e ad invitare chi conosci e pensi possa essere interessato, all’evento “Passione Democratica” che si terrà a Forlì, il 13 novembre 2011 a partire dalle 10:00 presso l’Hotel Globus (via Traiano Imperatore, 4 vicino all’uscita dell’autostrada).
Se intendi intervenire e portare un tuo contributo ti invitiamo a comunicarcelo (email: pettinarebersani@gmail.com).
Non è nostro interesse costruire l’ennesima corrente, vogliamo dare voce alla base che tutti i giorni si impegna e lavora senza chiedere nulla in cambio per il bene del Partito e che è stanca di vederlo indebolito da personalismi volti a mettere continuamente in discussione la Leadership di Pierluigi Bersani e con essa la forza necessaria al PD per tornare al governo del Paese, una forza che solo l’unità costruita sulla condivisione delle idee è in grado di garantire.
Ti aspettiamo!

Io ci verrei anche solo per l’email che hanno: pettinarebersani@gmail.com

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Ho letto i 100 punti di Renzi: quello che ho trovato e quello che non ho trovato.

Ho voluto completare la mia critica di ieri leggendo e facendo qualche riflessione sulle 100 proposte uscite dalla Leopolda.

Cosa ci ho trovato: per cominciare tutte le proposte del PD. A partire dall’abolizione dei vitalizi, fino alla riduzione del numero dei parlamentari, dall’abolizione o accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, alla riforma del finanziamento pubblico ai partiti (salvo il passaggio che renderebbe le primarie obbligatorie, che trovo un po’ forzato come provvedimento).
Anche la riduzione delle partecipate è nel programma del PD. Lo ius soli è uno dei tormentoni di Bersani.
Poi ci sono alcune proposte che vanno sicuramente chiarite, perché suonano un po’ come dei “vogliamo la pace nel mondo” e altre condivisibili, se non fosse che ho un grande dubbio di fondo: ci sono tanti incentivi, premi, contributi per giovani e famiglie; in generale appaiono più numerosi dei risparmi previsti.
Ce lo possiamo permettere?
In una fase in cui dovremmo tagliare ovunque, possiamo dare contributi a pioggia ai giovani meritevoli per percorso di studi e alle famiglie oltre il secondo figlio, a prescindere dal reddito?
Menzione a parte meritano le proposte a mio parere assurde: ripristinare il servizio civile obbligatorio, per 3 o 6 mesi, dopo che tanto si fatto per toglierne l’obbligatorietà che penalizzava i nostri ragazzi nell’ingresso nel mondo del lavoro. Il voto a 16 anni. Per le primarie sono d’accordo, ma per le politiche solo dopo che in Italia si sarà fatto un percorso di alfabetizzazione civica profondo. Diciamo almeno a partire dai corsi pre-parto.
La terza che mi colpisce per insensatezza è la proposta di riportare la competenza su Asili Nido e scuole d’Infanzia sotto il Ministero dell’Educazione. Mi sfugge il senso di togliere questi servizi ai Comuni, e portarli allo Stato che, oltre ad allontanare dal cittadino la titolarità del servizio, rischierebbe di accomunare i nidi (fiore all’occhiello di alcuni territori) alle tartassate materne statali (su cui già oggi i Comuni spesso intervengono per tappare i buchi lasciati dai tagli).

Cosa non ho trovato nelle proposte: qualcuno ha già scritto che Renzi nelle sue proposte ignora il Sud, e in effetti se ne parla pochissimo. Ma a me impressiona di più come viene trattato il tema delle donne. C’è un solo paragrafo dedicato, quello sulle aliquote rosa, che interviene sul tema della parità nelle assunzioni (anche qui con sgravi e incentivi), ma nessun cenno alla parità nell’accesso ai ruoli di potere e alla parità negli stipendi.
In altri paragrafi la donna è essenzialmente mamma: “Occorre determinare un vantaggio per la famiglia che accoglie i figli dal secondo in poi. Per ogni nascita del secondo figlio va previsto un assegno annuale di quattro mila euro per i primi due anni. Abbattimento della base imponibile dei primi 10.000 euro di reddito derivanti dal lavoro delle mamme con figli sotto i 3 anni.“.
Insomma dopo tutto quello che hanno rappresentato nel 2011 i movimenti femminili e l’attualità di questi temi nell’agenda politica, mi aspettavo dal rappresentante di un movimento di innovazione qualcosa di più su questo argomento.
Insomma, la donna, per i rottamatori è solo quella che deve fare da due figli in su e avere comunque almeno il diritto a un lavoro?
Mi pare un po’ pochino.

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Brevi considerazioni sul perché penso che i rottamatori ci stiano raccontando una gran balla.

Buongiorno, mi chiamo Elena, ho 36 anni.
Faccio quindi parte di quella generazione che ha subito il cosiddetto tappo da parte dei 50/60enni. In parte è vero.
Però, in questi giorni, pieni di aggiornamenti dalla Leopolda su tutti i giornali online e offline, non riesco proprio a non pensare che Matteo Renzi, nato 13 giorni dopo di me, mi stia raccontando una gran balla.
Se il concetto è che ci sono sempre le stesse facce nel partito e nei luoghi di potere, lui sa molto bene, lo sanno bene tutti gli iscritti al PD, che esistono, in questo partito, tutti gli strumenti democratici per candidarsi ed essere scelti. Lo sa bene lui, che ha vinto le Primarie a poco più di 30 anni ed è diventato Sindaco di una delle città più importanti d’Italia, lo sanno bene gli altri che queste primarie magari le hanno perse, lo sanno anche quelli che alle primarie non si candidano perché temono di perderle.
Lo sa Renzi, che questa è una battaglia demagogica.
Il nostro non è un partito che ha lo stesso Presidente o Segretario da decenni, abbiamo fatto le primarie recentemente e c’erano gli spazi per candidarsi. E questo a tutti i livelli, fino al segretario di circolo. Non è un partito con un uomo solo al comando, c’è una grande ricchezza di opinioni e contributi (a volte anche troppi, tanto che a volte, per avere una posizione netta, bisognerebbe ripristinare il vecchio caro centralismo democratico). Un partito che cerca di rimanere in equilibrio tra chi chiede di parlare con una sola voce e avere una linea precisa e decisa, e chi chiede di ascoltare tutte le voci.
La mia sensazione è che Renzi stia semplicemente verificando se ha i numeri per candidarsi, utilizzando argomenti facili e di gran moda: i giovani, internet, gli asili nido, i costi della politica, la modernità, la comunicazione.. alcune proposte deboli, altre già da tempo nel programma del PD, poco cuore, poca, pochissima sinistra. Per questo piace tanto agli elettori di destra, che sono alla ricerca di un leader credibile per il dopo Berlusconi e non sanno come fare a dire ad Alfano che ha il carisma di un comodino.
Alla fine credo che il “giovane” Renzi non si candiderà (lo sapremo tra qualche ora, forse), perché, citando Max Gazzè dovrà soccombere al problema “di non piacere agli altri” (“come in fondo ci si aspetta che sia”).
Intorno a lui una serie di soggetti di varia natura: dinosauri che fanno quelli che “largo ai giovani”, tipo Parisi, altri dinosauri che stanno valutando se candidarsi o meno, tipo Chiamparino. Altri che cercano in questo “movimento” un riscatto personale o gli spazi che non hanno trovato, per mancanza di consenso, altrove.
Da tutto questo bel teatrino, oltre al PD stesso, quelli veramente danneggiati sono i Giovani Democratici, che sarebbero gli unici titolati a porre il tema del ricambio generazionale, ma che lo fanno con gli strumenti che un partito democratico a tutti gli effetti dà loro: elezioni interne, primarie, etc.. Lo fanno troppo timidamente? Forse. Sono troppo pochi per fare massa critica? Probabile. Fatto sta che adesso, quando si pensa ai giovani del PD, all’elettore medio di centrosinistra, non vengono in mente le migliaia di ragazzi e ragazze che tengono su i circoli del PD, le unioni comunali, quelle provinciali, le feste (insieme a un considerevolissimo numero di dinosauri di base), che stanno diventando Sindaci o Assessori, che lavorano anche per creare una alternativa credibile di Governo del Paese, ma, all’elettore medio, vengono in mente i rottamatori, che stanno dividendo l’attuale alternativa credibile, per provare il colpaccio.
Io un candidato Premier l’ho già votato con le primarie per il Segretario del Partito, consapevole del fatto che avevamo deciso tutti insieme, nello Statuto, che il Segretario sarebbe stato il candidato del PD alle primarie di coalizione.
Ho votato la persona che mi pareva più capace, con l’esperienza giusta, una persona che mi dà fiducia e che sa di cosa sta parlando. E le mie scelte non sono mai dipese da fattori come l’età o il sesso. Dobbiamo scegliere le persone migliori.
Nell’ultima fase congressuale del PD, mi è capitato di scegliere tra un 25enne e una signora in pensione. Ho scelto lui perché trovavo che avesse maggiore spessore politico.
Questo tormentone passerà presto, io credo, spero solo che non ci danneggi troppo. Nel frattempo, sabato prossimo, io e lo Svizzero andremo a Roma (col bus!) a manifestare contro questo Governo e li ci sarà tutto il PD, senza distinguo. Dobbiamo essere tantissimi, saremo tantissimi.
Venite anche voi?
Link per info sulla manifestazione.
Link per i ravennati.

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Protetto: Chiedimi se sono felice

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Appello urgente

Ho ricevuto una mail, nei giorni scorsi, da Luciano Dal Prato, responsabile della rete italo-senegalese Mbellacadiao che mi segnalava il caso di una ragazza di Dakar che necessita urgentemente di una operazione al cuore. Conosco Luciano personalmente, quindi non ho alcun dubbio nel riportare la cosa.
Si tratta di una ragazza di nome Coumba Coulibaly, nata a Dakar nel 1977. La sua situazione è molto grave e rischia la vita. La legge in vigore in Italia pretende che un extracomunitario non residente, che abbisogna di cure mediche o le paga o non può riceverle.
Ora la ragazza è a Faenza ospite del fratello, e le analisi che sono state completate hanno consentito di accertare la gravità della situazione che i medici ritengono che possa essere affrontata con un intervento di apertura della valvola cardiaca chiusa.
Riporto dalla lettera:
“Il punto ora sono i costi. Il dottor Casanova ha ottenuto la quantificazione dei costi in un monte complessivo di 8-10mila euro, compresi circa 2.800 euro di costi già maturati per il ricovero e l’effettuazione degli esami preliminari. Una cifra che spaventa. Ma giunti a questo punto il problema è da risolvere. Il ricovero della ragazza a Ravenna per l’intervento è urgente. Fortunatamente quello che non pare urgente è il tempo di pagamento. Da quanto ci è stato riferito avremmo almeno 15/20 giorni di tempo perché si completi la parte burocratica e, forse, è anche possibile richiedere una rateizzazione. Ciononostante l’impegno matura il giorno stesso in cui la ragazza sarà ricoverata e quindi non abbiamo tempo da aspettare per lanciare una campagna di lungo termine di raccolta fondi”.
Oggi ho ricevuto i dati per il bonifico, vi prego di aderire, anche con pochissimo, e diffondere la cosa:

“- Beneficiario: Associazione Amici della Cardiologia onlus – Corso Garibaldi 2 , Faenza

- IBAN: IT43 M085 4223 7000 0000 0019 350

- Banca: CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE IMOLESE

- Causale (da indicare chiaramente): ‘erogazione liberale – contributo per Coumba’

Mi raccomando l’indicazione della causale e l’indicazione del vostro Codice fiscale, ai fini della fruibilità fiscale del versamento. Vi prego inoltre di indicare nel bonifico il vostro domicilio al fine di farvi avere la ricevuta del versamento, valida ai fini della detrazione fiscale ai sensi del dlsg 467/97. Successivamente al pagamento delle prestazioni all’ASL di Ravenna, vi faremo avere copia della quietanza di pagamento.
Vi saremo grati se vorrete dare esecuzione al versamento nei tempi più brevi possibili.”

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“Cara” Ministra,

mi fa molto piacere che tu – posso darti del tu? – che tu possa portare con te in ufficio la tua bambina come dichiari su un settimanale, sorridendo e allungando un braccio verso di lei che gioca sul pavimento con degli (improbabili, consentimi di dirtelo) peluches.
Mi fa piacere per te, anche se questo non è un gesto molto carino verso quei milioni di mamme italiane verso le quali non sarebbe bene infierire sottolineando ancora una volta che sei in una condizione privilegiata rispetto a loro, che invece devono sbattersi per trovare una collocazione adeguata per i loro figli (asilo, nonni, baby sitter..).
Ma non è per questo che ti ho scritto. Ad un certo punto, in questo articolo, parli con orgoglio del fatto che hai tagliato 300 milioni di euro di pulizie alle scuole. E io posso confermarlo, perchè conosco molte imprese che hanno dovuto licenziare numerosi operatori delle pulizie per questo tuo taglio, che si aggira, se non ti è noto, intorno a circa il 50% delle pulizie che venivano effettuate prima, nelle scuole.
Io, se avessi fatto una cosa così, però, mica me ne vanterei.
Per giunta con la foto della tua bambina che gioca su un pavimento pulitissimo del Ministero. Pensa un po’ come possono essere i pavimenti di una scuola in cui si fa la metà delle pulizie di prima, calpestati da decine di bambini ogni giorno, o i bagni, dove già spesso mancava la carta igienica. O i nidi, dove i bimbi camminano a carponi.
Vedi tu, Mariastella. Ma per me stai marcando il punto di lontananza massimo con le donne di questa nazione, quella in cui ti è stata data la fortuna di essere uno dei massimi rappresentanti dello Stato e di occuparti, guardacaso, proprio del benessere e dell’educazione di bambini e adolescenti.
Il prossimo passo sarà dirci che tua figlia non andrà alla scuola pubblica (ma forse lo hai già detto) ma in qualche prestigiosa scuola privata da qualche migliaio di euro al mese. E crepi l’avarizia.

Saluti,
Elena

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dialoghi con la segretaria del 3/7/11

1)
Segretaria: “fuori c’è un gran puzzo di cipolla..”
Io “Ah, pensavo fossi tu.”

2)
Segretaria “Elena, puoi venire qui un momento?”
Io “Spero sia una cosa importante, perchè, come sai bene, mi pesa il culo:”

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Dialoghi surreali

Io “bambini, ma da quando siete in Italia avete fatto la cacca?
Ivan (perplesso) “Shi..”
“quante volte?”
Ivan “uno..”
Victor “uno.”
Matteo s’intromette: “Allora domani bisogna fare la cacca!”
Ivan: “PERCHE’ DOMANI?” (con il tipico terrore di uno a cui già scappa ma immagina di doverla tenere fino a domani).

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Bambini al supermercato

Tra tre giorni arrivano i bambini, questo mi rende molto più sensibile alla presenza di altri piccoli attorno a me. Tipo l’altro giorno ero al supermercato e ho ben presente cosa significa andare in questi posti con i bambini. Può essere tempo molto costruttivo per conoscersi meglio, come succedeva con Ivan e Victor, o tempo estremamente stressante, come capitava con un bambino iperattivo come Aliak. “Non correre”, “non toccare” e cose del genere, sono state sostituite poco a poco con “Mi puoi aiutare? Dovresti cercare le scatolette di tonno, solo quelle, mi raccomando”, ovviamente il risultato è sempre un terno al lotto, ma a volte funzionava e tornava trionfante con 60 scatolette di tonno.
L’altro giorno osservavo le famiglie e ho fatto caso ad almeno 3 categorie diverse. Quelli che li portano allo spazio giochi con le tate del supermercato. Ok, è comodo, i bimbi si divertono, però si perde l’esperienza di comperare insieme le cose e di parlarne. E’ una cosa normale e a volte molto utile, ma io preferisco non farlo, se posso.
Categoria numero due, genitori sopraffatti. La creatura urla e corre dall’inizio alla fine della spesa, ma i genitori fingono di non conoscerla. Persino quando si stende a terra e rotola tra carrelli che lo/la schivano.
Categoria tre, i genitori che usano la tattica del terrore:
“Giulio, rimetti a posto il giocattolo” “Perché?” “Perché sta arrivando la guardia” “Dove?” “Laggiù, arriva la guardia con la PISTOLA per arrestarti” “Non la vedo” “Arriva arriva”.
La guardia con la pistola. Poi dicono che in TV c’è la violenza.

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