Mentre procedono i preparativi per il RomagnaCamp, ed io cerco sponsorizzazioni e contributi, credo sia bene cominciare ad approfondire un po’ di storia e cultura locale.
Partiamo dalla fauna.
Gli animali autoctoni della Romagna, a mia conoscenza, sono sostanzialmente tre:
- la mora romagnola. La mora è una razza suina, che pare fosse in via di estinzione l’altro ieri, quasi estinta, praticamente estinta, tanto estinta che ora ci sono decine di allevamenti che hanno salvato la mora romagnola e ne fanno salami pregiati. La promozione di questi prodotti è aiutato dalla possibilità di utilizzare tag come la “troia mora” e simili.
- il lagotto. Il lagotto è un cane da tartufo ricciolo, sgraziato e puzzolente. Ma molto simpatico.
Ricordo ancora il mio primo incontro con il lagotto, lavoravo all’Arci Tartufi, ed un Tartufaio convinto a prendermi in moglie (!!) mi volle assolutamente presentare il suo lagotto. Il mio ufficio era tipo 4 metri quadrati, e non ho mai capito chi dei due puzzava di più. la ponganutria (temo che abbia ragione darva nei commenti.. è la nutria, ma mio babbo l’ha sempre chiamata “pungaza”, e mi ha tratto in inganno). E’ una specie di grosso topo o piccolo cane a seconda dei punti di vista. Le dimensioni sono quelle di un gatto e prolifera nei fossi romagnoli, tanto che in passato dice la leggenda metropolitana che ci fu anche una taglia sulleponghenutrie: pare venissero erogate 25.000 lire a chi ne uccideva una e la consegnava in un qualche ufficio preposto, possibilmente non in avanzato stato di decomposizione.
Laponganutria si può spesso vedere sugli asfalti di campagna, la mattina, tra un riccio e l’altro.

Mi regali una Ponga per il mio compleanno…? Ti prego !
Io ho sempre avuto un debole per la mora, soprattutto se romagnola e suina!
P.S.
Scusa, Elena, ma non ho resistito!
Bello andare a letto in allegria. Anche io quando ho letto “la mora romagnola. La mora è una razza suina…” non ho potuto fare a meno di pensare a certe storie di tanti anni fa in romagna !
Comunque questo suino ex estinto già mi sta simpatico.
In area forlì-cesena ho sentito far riferimento alla “pondga” come alla talpa.
sei sicura che ele che la ponga non sia la nutria?!?
(dà, cocò e il semino)
Ma il legotto, sà di fognia? Perchè credo di averne incontrato uno circa un’anno fà! Mamma mia che fetore che sapeva, pensandoci mi sento ancora male!
allora, la pondga (in emilia prende la ‘d’) NON è la nutria.
La prima (grosso topone/ratto) è autoctono non solo della romagna, ma un po’ di tutto il nord, penso. La nutria, che è ancora piu’ grossa, come un gatto, vive vicino ai canali, e non è autoctona della romagna, fu importata in allevamenti per farne pellicce, poi quando la cosa divenne poco redditizia, liberata nei fiumi, dove peraltro si è trovata benissimo, tanto da sconfinare dappertutto. tanto bene che in provincia di FE l’amministrazione ogni tanto è costretta a vere battute di caccia sterminatorie per evitare che trasformi gli argini in formaggio emmenthal.
ciao!
gluca
ps: volevo fare la battuta di chicco, ma ormai l’ha fatta lui.
..adesso non so più se parlo della ponga o della nutria..
però si capiva che era una descrizione assolutamente farlocca, vero?
sennò l’avrei messa su wikipedia!
Hai dimenticato anche la vacca romagnola che accanto alla scrofa romagnola fanno una bella coppia.
La nutria invece non è assolutamente la ponga. La nutria in Romagna risale al dopoguerra quando veniva importata per farne pellicce (castorino). Quando la domanda di pelli è cessata gli allevatori hanno pensato bene di smettere di sfamare gli animali mettendoli in libertà con il risultato che ora siamo ai livelli dei procioni in Germania, vicini al disastro.
La ponga invece è il topo, ma quello grosso: il ratto!
Il lagotto l’ha mio cognato, non puzza così tanto ma è tutt’altro che il mio cane preferito.
Elena per prima cosa mi complimento per il blog…ti dico solo che mi fa ridere spesso e volentieri, e non mi sembra cosa da poco; ti confermo che i cadaveri delle nutrie venivano pagati 25000 lire cash al pezzo (ma credo fosse suff. presentare la coda dell’animale…un mio amico di savarna ne teneva un sacchetto nel congelatore). mi dispiace non aver trovato il commento di quella darva che tu citi in quanto é da un pò di tempo che dovrei complimentarmi per una avvenuta maternità…e facendo un pò di valutazioni c’erano buone possibilità che quella darva fosse quella che cercavo…ma c’est la vie
F.