Se uno ha mal di pancia..

Posted 1 year, 5 months ago at 01:02

Stasera era convocata la direzione comunale del partito democratico del mio comune, per parlare di elezioni amministrative. Vista l’emergenza, la convocazione della direzione provinciale domani sera, e dell’assemblea nazionale costituente per Sabato, abbiamo cambiato l’ordine del giorno e si è parlato della situazione del nostro partito.
Per me è stata l’occasione per pensare un po’ e cercare di capire meglio cosa ci sta succedendo. E quelle che seguono sono le mie riflessioni, non il riassunto della riunione.
Siamo partiti da una campagna elettorale ben condotta, che ha fatto sognare tutti noi, ci siamo preparati a governare, poi abbiamo perso, ed era realisticamente prevedibile che perdessimo, e non abbiamo saputo fare opposizione.
Di solito fare opposizione è terribilmente più facile che governare.
La discussione di stasera mi ha chiarito le idee su diverse cose: Veltroni ha fatto bene a dimettersi, era giusto e ormai inevitabile. Non ha saputo guidare l’opposizione ed ha lasciato correre le mille porcherie fatte dal Governo Berlusconi. E il problema è che questo è successo per il solo fatto che il segretario non ha potuto prendere posizioni, bloccato dai veti incrociati delle correnti, tutte avide di avere un motivo di esistere.
Come giustamente detto da una persona stasera, abbiamo confuso lo strumento delle primarie, uno strumento, appunto, con i contenuti. E i danni fatti da questo abuso sono stati devastanti, in alcuni casi. Non abbiamo invece tradotto i nostri valori di riferimento in contenuti programmatici, in idee politiche.
Ci siamo fatti prendere da un nuovismo acritico, in cui tutto ciò che è nuovo va bene e tutto ciò che è già visto è sbagliato. Ci vogliono idee nuove, non necessariamente persone totalmente nuove. Ci vogliono persone nuove e persone d’esperienza. Ma soprattutto persone valide, santocielo.
Ora, io credo, e altri come me credono che ora non ci serva un ulteriore lungo periodo di “transizione”. Che si debba individuare al più presto il percorso per definire un leader, che sia legittimato a prendere decisioni e rappresentare il partito.
In conclusione, come ha commentato la mia vicina di sedia stasera “se uno ha mal di pancia deve andare in bagno, non in strada”.

Che c’entra? Non so, ma mi pareva ci stesse bene.

7 Replies

  1. Il terranova feb 19th 2009

    sono perfettamente d’accordo con te, anche se a rifletterci bene é dai tempi della “cosa” di Occhetto che é tutto una continua transizione…segno che ancora non si é trovato né uno staff dirigenziale al passo con il paese né un’identitá politica definitiva. Eppure a sentir parlare le giovani leve un po’ di speranza c’é ancora…ed allora ben venga la transizione…ma con idee chiare, non che ovunque vai va bene purché ci si muova da qui. C’é da fare, ma si può fare….

  2. Scusa ma io continuo a non capire una cosa:
    Come fai a capire se una persona è valida o meno se non decidi “valida a fare cosa”?
    A mio parere prima bisogna decidere cosa si vuol fare nei prossimi anni, obbiettivi a maggioranza, non per forza condivisi da tutti ma accettati dai più.
    A questo punto diventa molto più semplice capire chi è il più adatto per quello scopo.
    Intanto si dice “tu non condividi questi obbiettivi? fuori, fatti il tuo partitino, il tuo social, comunist, falce e martello associazione ma nel PD non ci stai” e elimini i “veti incrociati delle correnti, tutte avide di avere un motivo di esistere.”
    A questo punto inizi a raccogliere chi invece non era nel PD ma concorda con questi obbiettivi e, se la scelta degli argomenti è stata oculata, avrai presto una nuova base del partito più coesa e più seria.
    E poi vai avanti…

  3. sì ma… un leader DI CHE?!?!

  4. Naima, un partito non è solo quello che sta a Roma, un partito è un insieme di persone, che, perlomeno qui, in provicina di ravenna, esistono. Ne ho le prove, dato che tra mezz’ora sarò in direzione provinciale dove ci saranno un centinaio di persone con la stessa faccia persa che ho io.


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