A Zacinto

Posted 11 months, 2 weeks ago at 09:57

Avvertenze: questo post è un po’ lunghino, ma si legge veloce e poi ne vale la pena. La vacanza è stata bellissima e siamo contenti di rendere partecipi voi: parenti, passanti e amici. Lo stesso post viene pubblicato integralmente sia qui che di perchè è stato scritto a quattro mani, perciò non fatevi troppe domande sulle virate di stile. Siamo diversi e si vede.

Allora adesso vi raccontiamo la nostra vacanza.
“Che non interesserà a nessuno”.
“Ah perchè era interessante il tuo amico Cigarini”.
“Guarda che l’hanno sharato tutti Cigarini”.
“Se, vabbè”.

Dicevamo. Siam partiti da Forlì, che ci ha portato la Simo in aeroporto. Subito appena arrivati, la Simo ci aveva detto che saremmo stati i primi e invece c’era una fila lunghissima in cui abbiamo notato subito due gay che ci piacevano un sacco, e poi Matteo notava anche quelle con le tette, in particolare una che aveva anche i graffi nella schiena, che chissà che robe fa quella.

Poi c’eran due teneri teneri, lei sembrava Olivia di Braccio di Ferro o la moglie in Shining (a scelta), che avevano la carta d’identità scaduta e allora per fortuna il Comune di Forlì era aperto e corri corri che ce la facciamo.

Solo che eravamo tutti pronti ma non ci facevano salire in aereo e dopo poco hanno annunciato un ritardo di 40 minuti, e Matteo ha commentato forte: “Stanno aspettando il bonifico dello stipendio di luglio, quando arriva partiamo”.

Vabbè per non farla lunga ci hanno fatto partire e in men che non si dica siamo arrivati a Zante, con applauso finale all’atterraggio. Matteo me lo aveva detto che gli italiani fanno così in aereo ma io non ci volevo credere.

Appena usciti dall’aeroporto, un tassista ci ha prelevato, ha messo le nostre valige nel bagagliaio che ne “conteneva” già diverse, ha legato il bagagliaio mezzo aperto e ci ha fatto salire con altri due italiani.

“italiani?”

“sì…”

“Ahhh! Mafiaaa! Berlusconi! Every night beautiful ladies!”

“Ecco.”

“Berlusconiiiii…”

“We are italian but it doesn’t mean that we voted Berlusconi.”

“Ahh, ahahah”

E intanto guidava in un modo che solo a Mirabilandia nello spettacolo di Scuola di Polizia poteva esser preso per normale.

Comunque in qualche modo siamo arrivati a destinazione, dove ci ha accolto Pelagia, mostrandoci la nostra stanza.

Abbiamo fatto anche in tempo a provare la prima Taverna, la Triodi.

Le spiagge
Gerakas all'alba è un sognoLa spiaggia di Gerakas si trova all’interno di una zona protetta, in particolare per garantire alle tartarughe Caretta caretta di deporre serenamente le proprie uova.

La spiaggia infatti è aperta solo di giorno, e si può stare solo entro i tre metri dall’acqua, oltre non è opportuno camminare, anche se la maggior parte dei “nidi di tartaruga” sono ulteriormente protetti da gabbiette di segnalazione. In questo periodo molto affollato, inoltre, è possibile stare in spiaggia solo per tre ore consecutive. Per noi è stato un buon motivo per andare a casa a riposare nell’ora di pranzo e tornare poi al pomeriggio.

Volontari al lavoroIo ho trovato molto interessante anche andare in spiaggia all’alba per poter osservare il lavoro delle volontarie, che, ad esempio, se la tartaruga ha deposto in un posto troppo pericoloso recuperano le circa cento uova e le spostano (poco lontano) in un luogo sicuro. Ho ascoltato volentieri i report dei nuovi nati, che devono essere una vera soddisfazione per i volontari che vengono da ogni parte del mondo.

la frutta frescaPer il resto è una piscina. L’acqua trasparente e il fondale sabbioso.

Sulla spiaggia è possibile affittare ombrellone e due sdraio per otto euro al giorno. E una signora passa spesso con frutta e ciambelle. Una bella porzione di frutta mista viene tre euro.

La spiaggetta dietro casa dall'altoLa spiaggina sassosa dietro casa non credo abbia un nome, sta sotto un villone con piscina, ma è di accesso pubblico, non male per stare un po’ da soli, a parte che io sono da sandy beach, Matteo invece gli piaceva, i sassi.

Agios Nicholaios l’abbiamo provata su suggerimento della padrona di casa, che forse non conosce Milano Marittima, perchè era una specie di Milano Marittima piena di bimbominkias (plurale) che facevano “sport” acquatici tipo farsi sballottare su un gommone trainato da un motoscafo.

Agios NicolaiosIl posto in effetti era molto esotico, solo che noi proprio siamo troppo poco bimbominkias.

Tra l’altro spettacolare idea di andarci a piedi, un’oretta, tra andata e ritorno, sotto il sole a picco.

La spiaggia di Mavratzis invece ci siamo andati su suggerimento della cameriera figa (vedi sotto) che ci ha detto Andate lì, è tanto bellina. In effetti la spiaggia non è male, piccola, raccolta, senza troppi italiani e bimbominkias, c’erano anche due belle anatre che facevano il bagno con noi. Mavratis beachIl beach bar è una cosa enorme, sinceramente sproporzionata, considerato anche il complesso residenziale limitrofo composto da una serie infinita di appartamenti alcuni finiti altri no. L’idea che se ne ricava è di un investimento sbagliato tipo quelli dei servizi di Striscia, l’incuria e la mancanza di manutenzione fanno il resto.

I pescimerda

I pescimerda sono pesciolini che frequentano le acque di Gerakas, che scelgono un turista a caso, in gruppi da cinque o sei, e lo assillano durante il bagno. Sulle prime lo seguono timidamente, ma appena prendono confidenza, se il turista accenna a fermarsi un attimo, cominciano a becchettargli le gambe. I simpaticissimi pescimerda non ti consentono quindi di spiaggiare in pace vicino a riva.

Io ho innescato una battaglia feroce con i pescimerda, tentando di beccarli, ma sguisciano via come anguille. Inoltre il barbatrucco è sollevare i piedi, in questo caso gli evolutissimi pescimerda non ti vedono.

Le taverne
La prima cosa da dire, prima di parlare delle taverne, è una cosa generale sul cibo. A Zacinto come in tutta la Grecia, magari lo sapete già, ma è bene ribadirlo, se la cipolla e l’aglio avete delle difficoltà, allora meglio non venire in vacanza a Zante che l’aglio e la cipolla son dappertutto.

La prima taverna di cui parliamo è la Nikos che potrebbe essere la “bella napoli” di Gerakas: cibo ottimo (fanno una Moussaka – una sorta di lasagna con patate e melanzane – che è prossima all’orgasmo), prezzi modici, camerieri affabili ma tempi flessibili. Veniamo, se c’abbiamo tempo, che ci sono altri clienti, inglesi.

Però è consigliatissima. La cucina migliore che abbiamo provato. Solo che io sono una poco paziente. Abbiamo speso ventotto euro.

La cameriera carina del bar gerakasLa taverna Gerakas è l’Hanabi del posto. Ha il barettino che fa i cocktail e gli ice coffee per la spiaggia, ha il parcheggio, ha il ristorante. Si spende leggermente più che altrove (un’inezia, qualche euro), ma anche qui ottimo cibo, servizio impeccabile.

Una cosa che invece si spende poco, quando l’abbiam vista non ci credevamo, alla taverna Gerakas fanno dei panini enormi proprio come un avambraccio ripieno di ogni bontà, lo vendono a un euro e cinquanta, il panino-avambraccio.

Una cosa probabile, alla terza sera, hai istinti omicidi verso il suonatore di mandolino. C’è da dire che colla musica diffusa non è che va meglio, le hit internazionali di solito hanno due stagioni sulle spalle.

Poi noi abbiamo preso in simpatia la cameriera figa (soprattutto Matteo) che va spesso “in confusion” (“don’t be confused, you are so nice”)(vedi foto) e che un giorno avevamo bisogno di un taxi non anadavano i nostri telefoni e non c’erano tessere telefoniche allora lei gentilissima ce l’ha chiamato dal suo cellulare.

Qui, per una cena, abbiamo speso trentacinque euro.

La taverna Triodi è il ristorante romagnolo, in questo parallelismo. Familiare e raccolta, solo che abbiamo ordinato le cose sbagliate. Comunque è stata quella con l’olio più buono e che ci ha dato tantissima frutta in omaggio, alla fine della cena (è una piacevole usanza del posto). Qui abbiamo speso una volta ventotto e una diciannove euro. La seconda volta abbiamo ordinato meglio, comunque la cucina è inferiore alle altre taverne.

Per le taverne c’è da aggiungere che hanno tutte un ampio parco giochi per bambini che possono scorrazzare in tutta sicurezza. Dirla tutta anche se dovessero giocare in strada i pericoli sarebbero nulli, almeno a Gerakas, che a questo punto si guadagna la medaglia di destinazione ideale per famiglie con pargoli agitati al seguito.

La gente a Zacinto

Accesso alla spiaggiaLa gente che si trova a Zacinto parliamo prima dei greci, quelli da fuori. I greci son come gli italiani a vederli, anche la stessa attitudinie tamarra e rispettano poco la spiaggia (che ricordiamo è una riserva protetta). I greci passeggiavano spesso all’interno della spiaggia fregandosene delle uova di Caretta caretta e poi così, perchè fa la pelle lisca, si prendevano anche dei pezzi di roccia fangosa da mettersi sulla pelle, che la rende tanto liscia come le creme dell’orealparis. Per queste cose greci e italiani: uguali uguali. Poi i greci di diverso c’è che parlano sempre, dodici ore su dodici e siam fortunati che di notte dormono. Una cosa che mi sembra un po’ diversa dagli italiani è che ultimamente in Italia non si può più fumare da nessuna parte e questa roba secondo me ha intaccato un po’ l’idea che fumare fa figo; ecco invece a Zacinto fumare fa ancora figo e fuman tutti dodici ore su dodici e siam fortunati che di notte dormono. La cosa che poi dei greci mi manda ai matti, fumano tutto il giorno in spiaggia, che diventa anche il loro posacenere e di filtri c’è piena la sabbia. Fortuna che i volontari la sera passano a raccoglierli. Invece una cosa bella dei greci, che in Italia resterà un sogno, guardi in televisione tutti i film in lingua originale con i sottotitoli. Infine un’altra cosa che non sembra vera è che a Zacinto tutte le case ci hanno un bel impianto fotovoltaico in giardino, anche la casa della nostra Pelagia. Mentre nemmeno a morire trovate una wi-fi, ma siamo in un’isola, almeno in vacanza.

Poi dopo ci sono gli altri turisti in media si comportano meglio, sono perlopiù inglesi, tedeschi e olandesi. Una cosa che mi impressiona degli inglesi, quando girano con la famiglia è vedere i bambini piccoli, possono avere anche due o tre anni eppure l’inglese lo sanno benissimo: da star male dall’invidia.

MiniMarket

C’è un negozietto vicino alla spiaggia dentro c’è tutto, c’è tutto quello che serve: beni di prima necessità frutta verdura pasta e robe per la casa. La signora che lo tiene ci ha dato i primi rudimenti in greco e noi abbiamo apprezzato. I pomodori son grandi come cocomeri e sono buonissimi, le pesce son grandi come meloni e son saporitissime, i meloni e i cocomeri sono buoni e grandi giusto. Poi ci sono delle bottiglie di olio extra vergine d’oliva che qua deve essere come la cioccolata in Svizzera è una roba buonissima e vien voglia di berlo a canna, l’olio extra vergine d’oliva. Il MiniMarket se proprio dobbiamo trovare qualcosa, ci sono i giornali, anche quelli italiani, son sempre quattro o cinque giorni indietro. Questa cosa del rifornimento è una cosa che merita una riflessione che magari venire qui dall’Italia si è abituati ad avere tutto e subito invece qui è normale andare in un bar ordinare da bere e sentirsi dire che la vodka l’han finita, che la tequila mi dispiace e la spina l’ultima l’han servita proprio due minuti fa. Una cosa del genere in Italia vedi subito il barista che cambia quello che c’è da cambire oppure va in cantina a prendere la vodka e quello che manca. A Zacinto no. Se qualcosa manca, manca proprio, e bisogna aspettare il prossimo rifornimento.

Areti-Orfeas e Pelagia

La "nostra casa" (Areti Orfeas)Lo Studios (che sarebbe un appartamento) che abbiamo preso in affitto si trova dentro questa casa, Areti Orfeas, che è il nome dei bambini di Pelagia. Pelagia (pelaghìa), la padrona di casa, è una ateniense innamorata dell’isola, e delle sue spiagge, che ha deciso di passare qui le sue estati e di farlo insieme ai turisti nella sua casa. Ora come ora siamo in ventuno, ci dice lei, ma noi mica ce ne eravamo accorti, perchè gli appartamenti sono ben isolati acusticamente e disposti sui quattro lati della casa, e se non fosse che ogni tanto vedi passare in giardino qualcuno, non lo sapresti mai.

Pelagia e AretiIl posto è davvero a due passi dal mare, circa cento metri, e non un mare qualsiasi: la spiaggia di Gerakas (vedi sopra).

E’ il tipo di vacanza per chi non è interessato alla folla e ai comfort, ma preferisce un posto tranquillo, in cui i rumori più molesti sono i galli e cicale.

Ecco, il primo giorno, sentire il gallo alle cinque di mattina è un po’ uno choc, e Matteo al primo risveglio ha detto “bella la campagna, però…”, e subito dopo “senti come montano le cicale…”. Ma ci si abitua velocemente ai ritmi e ai suoni, e alle libertà che questo tipo di vacanza ti concede: quelle di far colazione, pranzare e cenare quando vuoi, non avere orari di nessun genere, avere sempre un vento dolce sul terrazzino, fare due chiacchiere, la sera, con la padrona di casa che ti offre un po’ di Ouzo (una specie di distillato di anice, tipo Assenzio).

L’isola è divisa in varie parti che ben poco hanno a che fare tra loro, c’è la parte dei giochi d’acqua e delle spiagge esotiche, la parte più “naturalistica” in cui siamo noi, ed altre spiagge che non abbiamo potuto vedere. Se possiamo dare un consiglio, affittate una macchina o un motorino, se vi va di vedervi per bene l’isola, se invece dovete riposare, beh direi che questo posto è perfetto.


Postilla

Adesso io lo so che tanti di voi saran lì a pensare Ma la figa? Ecco a Gerakas di figa non ne manca, magari se vi serve proprio portare a casa meglio andare in una qualche isola più famosa Mikonos e robe così. Io delle donne del posto una cosa che mi ha colpito è che sono di tratti mediterranei ma ci hanno, le greche, come il sogno di diventare bionde allora si fan tanto bionde, poi non sempre escono bene.

Sempre vostri,

Elena e Matteo

n.b. Qui potete vedere tutte le foto che abbiamo fatto.

  • 14 August 2009 at 08:27 Alessandra Farabegoli
    i pescimerda :-D l'unico difetto di Gerakas direi. Sono proprio contenta che siate stati bene, altrimenti mi sarei sentita in colpa di avertela consigliata con tanto fervore :-)
  • 14 August 2009 at 08:32 prezzemolo
    un resoconto bello di una vacanza sembrata molto bella :)
  • 14 August 2009 at 08:39 elena (senzaaggettivi)
    no, ale, ti ringrazio, soprattutto per la posizione nell'isola, avremmo rischiato di sbagliare di grosso.
  • 14 August 2009 at 08:41 Sba™
    elena, posso spammare una delle foto del tuo flickr OVUNQUE?
  • 14 August 2009 at 08:42 elena (senzaaggettivi)
    quale??
  • 14 August 2009 at 08:43 Sba™
  • 14 August 2009 at 08:44 Alessandra Farabegoli
    in effetti, due chilometri di differenza e ci si ritrova nella spiaggia dei cretini :-D (o spiaggia dei bimbominkias, a piacere)
  • 14 August 2009 at 08:45 Sba™
    tipregotipregotiprego
  • 14 August 2009 at 08:45 Niki Costantini
    Bello! Me lo annoto per futuro riferimento :)
  • 14 August 2009 at 08:47 elena (senzaaggettivi)
    ma che ha quella foto?? :) comunque direi proprio di sì.
  • 14 August 2009 at 08:47 Sba™
    fatto :)
  • 14 August 2009 at 08:55 elena (senzaaggettivi)
    te sei strano.
  • 14 August 2009 at 08:59 Sba™
    mah, cioé sì che lo sono, però vedo ombra+birra (grande)+cameriera carina e mi si disegna in mente la mia vacanza preferita. Invidia per EGLI.
  • 14 August 2009 at 15:15 BimboMinkia
    a zacinto? a ssoreta oh!

4 Replies

  1. Eccomi qua: bello bello, ripeto.
    Ps: e poi da te è più bello che le foto ci sono subito…:)

  2. Ecco, lo sapevo, ero finita nella spiaggia dei bimbiminchias.
    Sono contenta vi siate divertiti (il mio di gallo, ha fatto una brutta fine il secondo giorno).

  3. Ho commentato di là (se vuoi copioncollo ;-) , però da me vi ho segnalati tutti e due, ecco. ;-****

  4. Lo so, lo so, Mitì! :*


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