Giovedì e Venerdì

Posted 4 months, 2 weeks ago at 23:58

Giovedì lo salto, perchè siamo stati in posti bellissimi, ma è inutile che vi parli della biblioteca nazionale della Bielorussia, che è moderna, tecnologica, di 24 piani.. o delle altre cose viste a Minsk.
casettaVoglio invece parlarvi di oggi, quando ho finalmente rivisto Aliaksei, che in questo blog è stato più volte topiski, ma che ormai è un ragazzino più che un bambino.
Il viaggio è durato meno di 3 ore, questa parte del Moghilov ha dei colori speciali: boschi e campi coltivati a perdita d’occhio, casette colorate di tinte forti ed allegre.
Li abbiamo visti che ci aspettavano davanti a casa. Aliak e i suoi tre fratelli. Abbracciarlo è stato bellissimo, piccolino come sempre, con un viso un po’ più maturo, le solite mani indurite dal lavoro nei campi, i soliti occhi stretti e allungati. Sempre sorridente.
Mi ha portato in casa a vedere la sua stanza, la sala da pranzo, la mamma, i cd, la cucina, tutto per mano, tutto concitato. E’ il mio bulletto di periferia che cerca abbracci e baci, ma ha 13 anni ormai.
La mamma fa da mangiare per tutta la delegazione, un ottimo pasto, alle 11 di mattina (in Bielorussia ciascuno mangia quando ha fame e tempo, gli orari non contano, si pranza alle 11 come alle 16), poi distribuiamo un po’ di doni e dopo il caffè si va alla scuola della cittadina di Dobosna.
La scuola e anche l’asilo a fianco, che non sapevano del nostro arrivo, sono perfetti. Odore di pulito e luce, aule ordinate, strutture nuove e bambini al lavoro nei laboratori. Una situazione diversissima da quella di Chelomy.
aliakMi presenta ai suoi compagni di classe come la sua “mamma italiana” anche se sa che non voglio essere chiamata così, perchè lui la mamma ce l’ha (per quanto affidataria), ma per oggi non posso contraddirlo e quindi abbozzo e faccio fotografie.

Siamo “programmati” per documentare tutto, e lo facciamo con fin troppa solerzia, da fuori ci diremmo turisti giapponesi sotto copertura europea.

In un attimo è già ora di andare, salutiamo i fratellini, non senza la grande tristezza di lasciarli li, ma ora sappiamo che sono in un posto dignitoso e ben curato, e che li rivedremo in estate.
Andiamo a trovare un’altra bambina, Dziana, in casa famiglia e poi rientriamo a Minsk.

N.B. Giusto per fugare ogni dubbio: quando dico “bella casa”, non ha comunque niente, niente, a che fare con le nostre belle case, sia chiaro. Bella casa significa che ha i pavimenti, per capirci.

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