Allora io la neve qui a Ravenna l’avevo vista nell’85 e, se ricordo bene, nel ’93.
Nell’85 hanno chiuso le scuole per un bel po’ di giorni. Mio padre, con il trattore, aveva spalato tutta la neve in un punto e aveva fatto una montagna. Noi ci lanciavamo con il bob rosso dalla cima della montagna e facevamo anche 50 metri nel cortile.
Io abitavo in campagna e ricordo che sono uscita in strada tutta felice con la tuta da neve e i moon boot per salutare i vicini, c’era davvero un sacco di neve e quindi, non vedendolo, son caduta in un fosso. Tutta intera piantata nella neve nel fosso. Con la testa solo fuori. Eppure lo sapevo che c’era il fosso.
Mio padre rideva come un matto e non mi tirava su.
Uguale uguale a quella volta che ci sono andata con la bicicletta, nel fosso. Rideva e mi lasciava lì.
L’altra nevicata non me la ricordo, probabilmente non è stata niente di speciale. Abitavo già in centro e lì anche una grande nevicata ha un sapore ben diverso dal candore della campagna. Fango.
Quest’anno ha nevicato due volte già, la fine del mondo è vicina.
E io continuo a girare alla larga dai fossi, comunque. Molto alla larga.
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Dimentichi una nevicata nel 2005, a febbraio. Consistente!
Esiste un maurizio senzaggettivi.. siamo parenti?