Giornata della memoria – qualcosa che ho detto

Posted 1 month, 1 week ago at 10:09

” E’ il giorno in cui le truppe sovietiche, che stavano marciando verso Berlino, arrivarono ad Auschwitz, liberarono i superstiti e rivelarono al mondo l’orrore del genocidio nazista.
Fino ad allora non vi era una consapevolezza compiuta di ciò che stava succedendo, grazie alla propaganda nazista che distorceva la natura dei campi stessi, e i deportati venivano convinti che nessuno avrebbe creduto loro, se avessero raccontato quello che avveniva nei campi di concentramento.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare altri campi, Chełmno, e Bełżec, campi di annientamento, dove le persone venivano portate soltanto per essere uccise.
Ad Auschwitz (dove alcuni giorni prima i nazisti si erano ritirati portando con se in una “marcia della morte” tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono durante la marcia stessa), i sovietici si trovarono davanti ad una tragedia ancora più ampia: gli strumenti di tortura e di annientamento del lager e le testimonianze dei superstiti.
Il Giorno della Memoria non deve essere solo un evento commemorativo, ma anche e soprattutto un evento culturale e didattico a favore delle giovani generazioni perchè la storia non possa in alcun modo ripetersi.
Eppure i segnali non sono confortanti. Nelle scorse settimane abbiamo rischiato di perdere uno dei simboli più vivi di questa giornata, la scritta apposta sull’ingresso di Aushwitz e di altri campi di concentramento nazisti, arbeit macht frei, il lavoro rende liberi.
Una scritta che è simbolo della immensa bugia nazista, riassunta nella parola “liberi”. A meno che per libertà non si intendesse la morte, spesso esito finale di lunghi mesi di prigionia.
Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre questa scritta è stata rubata, tagliata in tre parti e preparata per essere portata all’estero, probabilmente da un collezionista svedese.
Il 21 dicembre, grazie al grande impegno della polizia polacca, sono stati arrestati i 5 responsabili del furto ed è stata recuperata la scritta.
Ora, già che la mia immaginazione non era abbastanza ardita per arrivare a pensare che potessero esistere persone che collezionano cimeli del nazismo, tantomeno potevo pensare che alcune persone decidessero di rubare un simbolo così importante, così sacro, così evocativo, per poterne ricavare dai 10 ai 30000 euro.
Una cifra ridicola, per un simbolo immenso.
Il tutto con la mediazione, si legge sulla stampa, di un ex dirigente nazista svedese. Sembra fantascienza, e invece è un altro pezzettino vergognoso di storia, che ci dimostra che la giornata della memoria è essenziale, e che dobbiamo continuare a celebrarla come abbiamo fatto negli ultimi anni.
La presenza dei simboli, in questo caso, è davvero importante. La presenza di testimonianze dirette, di oggetti, di luoghi. Perché come dicevo tutto quel che è successo è talmente inverosimile che non basteranno i libri di storia a raccontarlo.
D’altra parte non di sole notizie negative vive la commemorazione di quest’anno. Il governo tedesco ha infatti recentemente deciso di donare 60.000.000 di euro per la ristrutturazione e la manutenzione di questi luoghi, posti orribili, ma che devono restare, devono testimoniare, devono parlare. Speriamo che altre nazioni decidano di imitare questo esempio, perché si stima che per i lavori necessari occorre almeno il doppio di questa cifra.”

2 Replies

  1. Mi sento pessimista… grazie del post.

  2. Mi permetto di segnalare un racconto e un libro che riassumono bene il sebso del giorno della memoria

    http://chepalle.gazzetta.it/post/22131921/Marani+e+il+senso+del+Giorno+d


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