Oggi è uscita questa intervista al senatore Mercatali, ex Sindaco di Ravenna, della quale condivido quasi tutto. Dico quasi solo perchè faccio alcuni piccoli distinguo, ad esempio sulla carriera politica che occorre fare, secondo Mercatali, per arrivare in parlamento, che mi pare un po’ troppo lunga per non avere un parlamento fatto solo di 50/60enni, ma che in gran parte è condivisibile.
L’articolo intero è qui.
Ne copio alcuni passaggi che mi paiono particolarmente interessanti:
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D: Ma quindi la ricetta è tornare al Pci o imitare la Lega, che va in giro nei mercati e alle sagre di paese?
R: «No. Dobbiamo trovare il modo di unire internet alla presenza fisica, dobbiamo metterci la faccia. Ma la cosa più importante che deve fare il Pd adesso è far crescere una nuova classe dirigente, dare spazio ai giovani. Bersani, nell’esecutivo, si è circondato di persone tra i trenta e i quarant’anni. Dobbiamo farli venir fuori. Dappertutto».
D: Be’, qui i segretari e gli assessori in effetti sono tutti piuttosto giovani, no?
R: «Sì, è vero, e io dico che noi, e con noi intendo quelli della mia generazione, a un certo punto dobbiamo ritirarci dalla politica e metterci al servizio di questi giovani. Ed è esattamente quello che intendo fare».
D: Sta dicendo che non si ricandiderà alle prossime politiche?
R: «Esatto. Non solo non mi ricandiderò, ma non andrò nemmeno a caccia di altri incarichi o nomine. Credo che dopo quarant’anni di politica, sia arrivato il momento di dedicarmi alla mia famiglia, a cui in questi anni, ho sottratto tanto tempo, proprio per fare politica».
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D: Ma anche D’Alema dovrebbe farsi da parte?
R:«Certo. Veltroni in Africa, D’Alema in barca e io con i nipoti, il discorso è lo stesso. A un certo punto bisogna andare in pensione. E credo che noi, della nostra generazione, dovremmo imparare a essere un po’ più umili e un po’ più generosi. Dobbiamo metterci al servizio del progetto, ma senza pensare di essere indispensabili e che senza di noi possa andare tutto a rotoli. Dobbiamo dare una mano se e quando serve. Non fare come quelli della Dc, che restavano attaccati alla poltrona fino alla fine. Siamo in un’altra era geologica, ormai. Però, attenzione, la nuova classe dirigente deve partire dalla gavetta, non nascere come fenomeno da internet senza nessuna esperienza».
D: Come la Serracchiani, tanto per non fare nomi?
R: «Facciamoli pure, i nomi. Io credo che a trent’anni, se sei bravo, puoi fare l’assessore o il consigliere comunale e poi magari andare in Regione e poi, sempre se sei bravo, puoi aspirare a fare il Sindaco e, magari andare anche in Parlamento. Ma cosa potrà mai fare un trentenne senza esperienza in Parlamento? La formazione deve passare dal dibattito e dal confronto».
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Ecco, un trentenne senza esperienza in Parlamento no, ma neanche nessun trentenne, sennò una intera generazione risulterà non rappresentata a livello nazionale, e questo non possiamo permettercelo.
Comunque bella intervista, Vidmer.

Aggiungo solo un appunto: c’è da chiedersi come fanno negli altri Paesi, dove i trentenni non sono solo parlamentari, ma anche top manager.
Inoltre, non è che a trent’anni (intendendo prima dei quaranta) si sia proprio dei frugoletti.