Ci sono giorni, periodi interi, anche, in cui sento il disperato bisogno di stare con persone che condividono la mia passione politica.
Perchè le mie adorate amiche, questa cosa, non so se la potranno mai capire fino in fondo, se potranno comprendere cosa significa per me la mia città, il mio partito, i miei ideali.
Non potranno e non è colpa loro, allora a volte sento il bisogno di circondarmi di gente malata della mia stessa malattia, che possa comprendere le lunghe serate in riunione, le feste de l’Unità, le domeniche in piazza e i discorsi pensati e fatti o non fatti. Che possa accettare che queste cose per me sono spesso la priorità.
Persone che abbiano vissuto gli sguardi perplessi di altri individui o addirittura la disapprovazione. Che si siano visti rifiutare un volantino o che abbiano discusso animatamente per qualcosa che nemmeno li riguarda, solo perchè è una battaglia in cui credono, del partito, della sinistra.
Sembriamo matti. Forse lo siamo. Eppure in questi giorni, in cui sono sempre con loro, sto così bene e mi sento così a casa.
(se dimentico le gambe stanche e i piedi bolliti)

Beh, i piedi bolliti possono sempre tornare utili nel caso finiscano le salamelle…
Ciaooooo
Se si pensa che manco 15 anni fa era del ttuto nella norma vivere una apssione come la tua… a me vien da piangere che non sia più così, che fare politica e crederci sia diventata una cosa da “matti”.