Contrordine, compagni?

Cari Giovani Democratici (o chi di voi ha protestato),
mi dispiace tantissimo questa vostra presa di posizione verso la parola “compagni”. Tra l’altro ora cavalcata, come sempre, da altri che ben poco hanno a che fare con le vostre motivazioni.
Io mi sono iscritta ad un Partito che aveva già cominciato il suo percorso di cambiamento, di discontinuità da una storia che veniva riconosciuta e che rappresentava una base culturale, non l’unica, ma che comunque veniva in qualche modo superata, alla ricerca di un partito moderno.
Era il PDS. Poi sono stata iscritta ai DS. E poi al PD.
E la parola “compagno” ha avuto per me un significato appena diverso da quello che ha per voi. Io riconosco e sono orgogliosa di quella storia, ma so che è storia.
Eppure io quel termine vorrei continuare ad usarlo. Non fosse altro per la sua perfetta etimologia.
Dal latino cum panem, colui che condivide lo stesso pane.
Oppure anche com pagus, ossia dello stesso paese.
Non trovate che sia esattamente rappresentativo di quello che dovremmo essere?
Ma ancora, da un po’ di vocabolari online:

  • Colui che condivide un’esperienza o una condizione con altri
  • Molto simile
  • Chi si trova insieme con altri in particolari circostanze o per un lungo periodo della vita, o esercita la medesima attività, o vive nello stesso ambiente.

Se volete possiamo chiamarci “amici”, ma non siamo amici, se non facebookianamente.
Se volete possiamo chiamarci “cari”, ma i cari sono altri, nel mio immaginario.
Possiamo chiamarci anche in tutti questi modi assieme.
Per me siamo compagni, condividiamo un cammino, siamo simili, nella stessa condizione, e ci troviamo insieme, nella particolare circostanza di volere una Italia diversa da quella che è oggi l’Italia di Berlusconi, per un lungo periodo della nostra vita.
Il superamento del passato si fa con i fatti, l’innovazione è nelle idee e nelle azioni. Nei contenuti.
E nello stile: l’intervento di Gifuni è stato bellissimo, moderno, pieno di passione. Non c’era nulla di nostalgico. Se non la nostalgia di un Paese migliore. E in questo, con Gifuni, mi sento compagna.

Questa voce è stata pubblicata in politica, secondo me. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>