Ribka
Posted 2 months, 1 week ago at 18:19
Una settimana fa, a quest’ora, io e Matteo eravamo su un autobus, diretti all’aeroporto di Forlì, dove sarebbero atterrati 30 bambini bielorussi, di cui 2 diretti a casa nostra.
Mi ci è voluta una settimana per avere il tempo di pensare e scrivere un post. La vita di tutti i giorni è abbastanza frenetica, e più o meno si ripete in una routine fatta di prepara gli zainetti, svuota gli zainetti, prepara i vestiti, lava i vestiti (quante lavatrici!), prepara la cena, riordina dopo la cena.
Ma oggi è sabato e posso fermarmi un po’. Li sento fuori in terrazzo mentre parlano a 2 metri di distanza con 2 walkie talkie, dopo una giornata di mare passata più in acqua che fuori.
Bene. Voi conoscete Pistolicki (Ivan), sapete che è un bambino educato, ordinato, un po’ umarell, molto testardo. E’ ancora così, forse un po’ più umarell perchè si sente in dovere di fare da fratello maggiore all’altro. Caparbio come sempre, mi ha tenuto il muso per svariate ore per una losca vicenda di palloncini d’aria negati.
E’ molto più rilassato, si sente a casa, ci conosce tutti bene.
Passiamo al nuovo arrivato. Victor. E’ sceso dall’aereo serio serio, con le sopracciglia un po’ aggrottate e la bocca stretta a cuoricino. Oggi invece apre grandi sorrisi, e ci siamo arrivati con una settimana di lenti avvicinamenti.
E’ un bambino delicato, mi viene da dire. E’ educatissimo, estremamente obbediente (se non cambia qualcosa con l’acclimatamento), che a momenti ride e scherza spensierato, a momenti si intristisce, e in effetti ne ha diversi motivi. Ha 9 anni, ne dimostra 5 o 6, al massimo. Anche per questo a tutti quelli che lo vedono viene voglia di dargli carezze o buffetti o gesti affettuosi che non credo gradisca di primo acchito. Ha i suoi tempi. Glieli abbiamo lasciati tutti.
Il momento in cui è più felice è in acqua, mette i braccioli e gli occhialini e si impegna come un matto a nuotare, a volte venendo verso di noi e aggrappandosi al collo, a volte gettandosi oggetti o palloni da recuperare. Per questo oggi abbiamo deciso (io e Ivan) che lui è “ribka”, il pesciolino.
Sono davvero bravi bambini, non c’è che dire. Una mia amica che li ha avuto in casa una sera mi ha detto che era tutto un “grazie”, “prego”, ” vuoi acqua?” (loro a lei, eh) e cose simili, due lord inglesi.
La cosa più difficile della settimana credo sia stato l’equanime distribuzione di attenzioni. Non si può mai fare una cosa con uno e non con l’altro.
(Scusate scendo a recuperare un pallone nel parcheggio, tanto per cambiare. Resto in contatto radio con il mio appartamento.)
Dicevo: gli equilibri. Oggi al mare è stato tutto un tuffo uno, un tuffo l’altro, un gioco uno un gioco l’altro. Sono esausta.
Ed è quasi ora di cena. Che meraviglia.
(to be continued)

Io ti leggo, anche se commento quasi mai.
Devo dirti che hai tutta il mio rispetto, per quello che fai e per come.
Poi li “scrivi” in un modo… intrigante, questi bambini.