le distrAzioni

Questa settimana è un po’ troppo a metà tra ferragosto e le mie vacanze.
E’ tutto scombussolato. Le persone sono scombussolate.
Solo le distrazioni sono già tutte operative.
Ora, per dire, avevo iniziato a fare un verbale.
Mi sono distratta la prima volta perchè avevo fame e volevo capire chi viene in mensa oggi.
La seconda volta volevo fare una telefonata ma quella persona era in ferie.
La terza perchè poi mi è venuto in mente un altro lavoro da finire.
La quarta perchè non ricordo la data del CDA del verbale ma ho lasciato l’agenda a casa.
Poi ho controllato la posta, per cercare la convocazione, ma erano arrivate delle altre mail da leggere.
Poi è passata una persona dal corridoio e dato che anche gli altri non è che han ripreso del tutto, questa persona è entrata per chiedermi se ero stata in vacanza, e no, ci devo ancora andare, e dove vai, vado a Orosei, conosci? essì bello, il golfo di Orosei, eh boh, non ci sono ancora stata.
La settima distrazione è stato notare che ho un po’ mal di testa. Qui le riflessioni si son sprecate. Innanzitutto perchè mi è venuta in mente quella teoria per cui se ti fermi un minuto ad ascoltare il tuo corpo, non ci sarà mai una volta in cui non ti farà male niente, dalla punta dei capelli alle dita dei piedi.
Allora ho chiuso gli occhi e ho sentito che mi fa male la testa e anche il polpaccio sinistro. Il polpaccio sinistro, tra l’altro, in modo immotivato.
Poi ho pensato che il mio fidanzato dice che i mal di testa sono segno che hai bisogno di caffè. O che hai bevuto poca acqua. O che ti serve mangiare la pasta. Sono sue teorie scientificamente validate da trentacinquennale esperienza diretta.
Poi è passato il capo e mi ha detto “ok per quel documento”, allora ho preso il documento e l’ho spedito.
Poi ho riaperto il verbale, e non mi ricordavo più dove ero arrivata, ah sì, la data, e ho riaperto la posta.
Poi allora mi son messa a pensare alle distrazioni e ho scritto questo post. Ora pubblico. Ma ho ancora fame, quindi appena pubblicato vado in mensa.
Oggi pomeriggio andrà meglio, ho una tattica infallibile: resto in ufficio fino a quando non avrò finito tutto, distrazioni comprese.

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