Lettera semiseria ai miei lettori

Cari lettori, in questa fase in cui tutti scrivono lettere anche io non potevo esimermi (ehm).
Sappiate, per iniziare, che io la lettera di Veltroni mi rifiuto di leggerla. Perchè uno che prende su un giorno per scrivere agli italiani, il 24 agosto, dopo che quando era il suo momento per dire delle cose d’opposizione agli italiani non diceva niente, uno così è fuori tempo massimo di almeno 2 anni. Uno così che è scappato ben due volte e tutte e due le volte ha detto che andava in Africa e poi non ci andava mai, mentre io stavo a impiattare i cappelletti alla festa de l’unità che sotto il tendone delle cucine è quasi più caldo che in Africa, uno così non mi interessa cosa pensa del futuro dell’Italia adesso.
Quella di Bersani invece l’ho letta, perchè è il Segretario e proprio da lui mi aspetto che ci dica qualcosa in questo momento in cui siamo tutti fermi e imbambolati a guardare lo spettacolo del Titanic che affonda, con noi dentro.
E la lettera di Bersani dice tutte le cose giuste eh (a parte il finale, un po’ macabro “E’ giunto il tempo infatti di suonare le nostre campane”), che però io proverei a riassumere in 10 righe, se ci riesco:
Berlusconi in questi anni ha promosso l’emersione del cervello di rettile* che è in ciascuno di noi portando ad una evidente “regressione dello spirito civico e della moralità pubblica”, dicendo tutto e il contrario di tutto, ma con una faccia tosta che anche noi rimaniamo spiazzati. Poi ne dice così tante che ce le dovremmo segnare, senza peraltro decidere nulla “Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com’è nell’usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare governo”.
Però, se andiamo a votare adesso, con questa legge elettorale, ci teniamo Berlusconi a vita, quindi ci stiamo organizzando per un’alleanza ampia, basata su due o tre valori forti, tipo mandare a casa Berlusconi e fare una nuova legge elettorale e speriamo di farcela sennò è un casino e le campane invece che suonare a festa suoneranno a morto.

——–
——–

E questa volta lo penso anche io, e devo farmi seria, per un istante, e dire che questa volta l’alleanza di “scopo” è proprio utile, l’alleanza tra tutti quelli che pensano che è necessario rifare la legge elettorale prima di andare al voto. Poi si vota. E non sarà una cosa facile, perchè non è che esista già una ipotesi di come farla, questa legge elettorale, ma io voglio ancora sperare sulla serietà di una parte della classe politica, compresa quella che si sta smarcando da Berlusconi, ma che pure appartiene ad una parte che non è la mia.
E poi bisogna che quell’uomo venga giudicato per le cose che gli sono addebitate, e non perchè io sono di un altro schieramento, e non perchè penso che verrà condannato, solo perchè è giusto così, anche se il risultato fosse una assoluzione piena.

Perchè la legge è uguale per tutti, e fare una legge per non essere uguali agli altri è un ossimoro nei fatti. Un errore da matita rossa, se esistesse ancora la scuola, in Italia.

——–
——–

*Il cervello di rettile regola i processi legati alla sopravvivenza come il metabolismo, la regolazione delle ghiandole endocrine e il mantenimento della regolarità del battito cardiaco e della pressione arteriosa. Questa parte del cervello media la comunicazione sociale a livello di sfida o atteggiamenti territoriali (difendere e sorvegliare i propri possedimenti dai ladri), di corteggiamento (come vestirsi e truccarsi), di autoaffermazione (sollevamento di pesi). (da http://www.angelini.it/areatematica-file/9720_Principali-strutture-del-cervello.htm)

Questa voce è stata pubblicata in secondo me. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Lettera semiseria ai miei lettori

  1. Enrico Rubboli scrive:

    Ma pensi che sia pura utopia o cè una qualche possibilità concreta di formare un governo in grado di eseguire un mandato preciso con l’obiettivo di abrogare la porcata di Calderoli e farne una migliore? (non penso che il difficile sia nel farne una migliore è )

  2. senzaaggettivi scrive:

    Non credo sia un’utopia. E’ una questione di responsabilità verso un Paese che è terminale e non ne è pienamente consapevole.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>