Romagna for dummies

Adesso amore mio voglio raccontarti di cose della Romagna e dei romagnoli, te le voglio raccontare così ti prepari per quando sarai qui anche tu.
Una delle cose che plasmano di più il carattere dei romagnoli, tu penserai che è il sole o il mare, e in effetti un po’ è così, ma io, fra tutte le influenze più profonde, di certo considererei la nebbia.
Che adesso la nebbia non c’è tantissimo come quando ero piccola io, ma, allora, tutte le sere d’inverno, d’autunno e a volte anche di primavera, c’era la nebbia.
Me lo ricordo perché quando avevo la panda rossa, a 18 anni, andavo in discoteca ad Alfonsine il venerdì, e col fatto che la Panda faceva del fumo dal bocchettone del riscaldamento, c’era nebbia in macchina e nebbia fuori e un sacco di volte al curvone di San Bernardino ho tirato dritto lungo la stradina sterrata. E per fortuna che con la panda si andava piano, ma piano piano eh. Andava piano ma io arrivavo sempre a casa che puzzavo di olio bruciato, ma vabbè, questa è un’altra storia.
La nebbia è di due tipi: c’è la nebbia fitta fitta e c’è la nebbia a muro.
La nebbia fitta fitta ti costringe a stare molto concentrato, a essere lucido in ogni istante e a ricordare quello che con gli occhi non puoi vedere.
La nebbia muro invece è come un tuffo nel vuoto: è tutto perfettamente limpido fino a un punto preciso in cui vedi il muro di nebbia, e più ti avvicini più sei consapevole che di li a poco non vedrai più nulla. 100 metri, 50 metri, 20 metri, ti sembra quasi di schiantarti, e in fondo potresti perché se 10 metri dopo quel muro ci fosse un’auto a fari spenti non la vedresti mica. 10 metri, 5 metri bummm, sei dentro. E allo stesso modo dopo un po’ ne esci, ma è un’uscita talmente improvvisa che quasi rimani abbagliato da così tanta nitidezza, come se ti risvegliassi dal coma.
Ecco, quando vedi che vado incontro alle cose senza sapere quello che mi aspetta, considera che io a 18 anni, guidavo una panda rossa che fumava e andavo incontro a muri di nebbia, con la determinazione ostinata e incosciente del riccio che attraversa la strada, perché tanto so che prima o poi tutto sarà chiaro, limpido, abbagliante.

(si dice anche che qualche riccio ce la faccia ad arrivare dall’altra parte, solo che nessuno è riuscito a dimostrarlo)

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3 risposte a Romagna for dummies

  1. edi scrive:

    Cara Elena
    questo tuo racconto mi ha commosso e inorgoglito allo stesso tempo. Brava mi piace anche il tuo entusiasmo.

  2. Cristian scrive:

    Complimenti, posso votarlo come post dell’anno?

    p.s. io facevo la stessa cosa con una Fiat 126 color blu diplomatico (per darsi un tono).

  3. feltrinelly scrive:

    Pure io giravo con la panda rossa in mezzo alla nebbia a 18 anni anche se stavo in Veneto. Penso che sia servito come training per tutte le sfide della vita..mi ci butto proprio come mi buttavo dentro il muro di nebbia….
    complimenti!i lov your blog!

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