Questa sera, a giudicare dai commenti su internet, mezza Italia sta guardando la conferenza stampa del Governo Monti.
Mi sento come quando da piccola, ascoltavo il discorso del Presidente della Repubblica con la mia bisnonna e le sue vicine, che di televisioni ce ne era una in tutto il condominio. Un condominio vecchissimo, in pieno centro a Bologna.
Io allora non capivo quasi niente ma mi sembrava una cosa molto solenne a cui era meglio stare attenti e zitti. Mi sembrava una cosa seria e importante, del resto, quelle vecchiette che commentavano ad alta voce tutti i programmi televisivi, davanti a questo stavano zitte.
“Il Presidente della Repubblica quindi è più importante di Mike Bongiorno” era quello che pensavo allora. E con quel rispetto per le istituzioni io ci sono cresciuta e ci ho creduto, fino a qualche tempo fa.
Poi sono venuti i buffoni, gli arroganti, quelli che hanno lavorato per loro, quelli che si facevano pagare le donne, quelli che usavano l’aereo di Stato per i fatti loro, quelli che hanno portato una grande potenza economica sull’orlo del baratro, quelli che facevano il dito e le corna, che dicevano le barzellette e le battute volgari.
La conferenza stampa di stasera, può non avermi convinto in tutti i contenuti, ma lo sapete da quanto non sentiamo dei contenuti? Lo sapete da quanto non sentiamo un Ministro che spiega una manovra con chiarezza? Certo, sarà durissima, certo, speravo in una patrimoniale, certo, l’iva non aiuta i consumi, certo, le pensioni. Ma potevamo pensare di chiedere a questo gruppetto di professori di salvare l’Italia, accontentando al contempo tutti? Impossibile. E a me già pare un grande risultato così.
Ve le ricordate le conferenze stampa di Berlusconi? Quelle in cui si parlava di giudici comunisti e di complotto? Vi ricordate la manovra di agosto? Quando proponevano una cosa per vedere l’effetto che faceva, poi la ritiravano, poi ne proponevano un’altra. Sembra passato un secolo, sono passati 17 giorni. Troppo poco, come ha ricordato il Ministro Giarda, forse con due mesi di tempo in più avrebbero potuto fare di meglio.
Io ora chiedo al mio partito, che si trova responsabilmente a sostenere il Governo, di cercare di migliorare qualche aspetto della riforma, ma di non indugiare a votarla. Non sarà di certo l’ultima, ma di certo deve essere velocemente la prima.
E finalmente provo a sperare che il Paese normale non sia quello che c’era prima, come ammetto di aver temuto, ma questo qui, dove un Presidente del Consiglio si pone il problema di non fare condoni, di fare un gesto simbolico che riguarda la sua indennità nel chiedere sacrifici agli italiani, di puntare su interventi per il recupero dell’evasione. Dove un Presidente del Consiglio raduna mezza Italia davanti alla Tv ad ascoltarlo, perché è un momento solenne, serio e importante.
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anche noi ieri sera davanti alla tv come nei momenti dei discorsi a reti unificate del presidente della repubblica a capodanno a all’inizio delle scuole. in silenzio. rilassati nonostante la batosta. e devo dire che ho provato un sollievo enorme ad ascoltare ministri che pacatamente parlavo in italiano, senza accenti particolari, senza insulti, senza sorrisi stampati in faccia, con volti pieni di rughe, pallidi e con le borse sotto gli occhi e capelli veri (o senza capelli). ecco. forse inizio a credere che insieme si può
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