The Capobiancos

Prima di convivere con Matteo non mi ero mai resa conto di quanto fossero evidenti, in lui, le caratteristiche della sua famiglia. Forse anche perché ho conosciuto meglio la sua famiglia proprio da quando lui è in Italia e una cosa che salta subito all’occhio è che lui e il padre, allo stesso identico modo, tendono a vedere prima il lato negativo delle cose, il bicchiere mezzo vuoto, il fatto che se c’è quiete, è perché sta arrivando sicuramente una tempesta.
Per questo alle 7 della domenica mattina Matteo si sveglia e le sue prime parole sono: “E’ già finito il week end…”. Quando andiamo in giro e azzardo un “ti piace questo posto?” mi risponde “Beh, sarebbe meglio essere a casa, però..”
A chi gli chiede come vada il nuovo lavoro, lui risponde: “Certo, sarebbe meglio non dover lavorare, comunque va bene (..)”. Io rischio di impazzire con quegli incisi li. Vorrei saltargli al collo e, prima di ucciderlo, chiedergli perché non c’è mai una volta in cui possa evitare di premettere il lato negativo della cosa.
Non sapevo però che non eravamo ancora all’apice, raggiunto pochi giorni fa con il seguente dialogo tra Matteo e la madre:
Madre: “Allora, sei contento di diventare papà?”
Matteo: “Beh c’è da dire che siamo poveri..”

(poi, utilizzando per una volta una frase materna invece che paterna, ha aggiunto: “..però dove mangiano in due mangiano anche in tre.”)

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5 risposte a The Capobiancos

  1. Niki scrive:

    Considerato anche il fatto che il terzo mangerà pochino pochino per un bel po’ ;)
    Un abbraccio a tutti e due, godetevi tutti i mesi che verranno!

  2. Massimiliano scrive:

    Io son davvero contentone :)

  3. elena scrive:

    Non riesco a dirlo bene come lo dici tu, ma sono tanto, tanto felice per voi.
    Un abbraccio!

  4. maurizio scrive:

    è una notizia bellissima, quanto il modo di raccontarla :)

  5. astrid scrive:

    ma che meraviglia, sono felicissima per voi :-*

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