Da sabato scorso abitiamo in questa casa “nuova” per noi: abbiamo internet ma non abbiamo la luce, abbiamo i muri colorati, ma abbiamo quattro mobili in tutto.
Però siamo contenti. Matteo si sveglia la mattina e comincia a dire “Che bel letto che abbiamo”, “Che bella casa che abbiamo”, “Che bella cucina che abbiamo”, cose così, e io son molto felice di vederlo soddisfatto.
Il quartiere è tranquillo, si sentono persino gli uccellini alle 5 (cinque) di mattina e in casa entrano i millepiedi e altri animaletti di vario genere (porcatrota).
Solo a questa cosa dei vicini, non ero preparata, perché prima stavo in un condominio e quelli che conosci li conosci, con gli altri ci si ignora un po’.
Il tutto è cominciato un po’ di giorni fa quando ho ricevuto una telefonata in ufficio da un conoscente che mi dice “Ma tu hai comprato una casa in via xxxx n. x?” “Sì perché??” “”Di fianco a te ci abita mio fratello!” (“sì ma come fate a sapere che io abito li?”).
Poi vado in una pizza asporto, mi viene incontro un signore puntandomi il dito e dice: “Lei è la mia vicina di casa, lo sa?” (“No, cioè, ora sì..”).
Poi al Brico per prendere dei feltrini e fuori incontro un altro vicino che mi saluta e dice “Ti sono arrivati dei mobili oggi, eh!”.
Infine pare che ieri, mentre io non ero in casa, abbia suonato la postina che voleva entrare a presentarsi, e “vedere la casa”.
Siamo pronti per la versione italiana di Wisteria Lane.
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