Mi rendo conto che siete già tempestati di racconti di amici e parenti che senza dubbio desiderano raccontarvi ogni particolare della loro gravidanza, del loro “travagliatissimo” parto, che desiderano socializzare i progressi del loro bambino prodigio. Un po’ mi vergogno, ma sento che se non salverò il ricordo di quello che mi sta succedendo ora, scrivendolo qui, probabilmente tra qualche anno ricorderò solo una piccola parte di tutti questi dubbi, pensieri, dettagli.
Per quello che riguarda gli otto mesi trascorsi credo che sarà facile ripercorrerli tramite i vari status twitter e facebook che ho pubblicato. Per il mese (e mezzo?) a venire, sarà il bello della diretta.
Partiamo dall’inizio.
L’inizio inizio. E’ stato un esatto anno fa, quando ho scoperto di essere incinta per la prima volta. In quel momento nessuno mi aveva detto quanto è alta la percentuale di prime gravidanze che si interrompono subito, nessuna mi aveva detto “è successo anche a me”, come poi è capitato tantissime volte nelle settimane successive. Un aborto spontaneo è una cosa a cui nessuno è preparato, soprattutto se sei tutto immerso nella felicità della notizia. Forse perché appunto si tende a non parlarne, come se fosse una malattia o una umiliazione: circa il 35% delle gravidanze termina con un aborto spontaneo, in larghissima parte nelle prime 12 settimane. Il tutto al netto delle gravidanze non rilevate, perché non è calcolabile la quantità di gravidanze vissute come un semplice ritardo del ciclo. Probabilmente, aggiungendo queste, saremmo molto vicini al 40%.
A sette settimane questa prima gravidanza è finita dopo una lunga serie di segnali negativi e di ecografie poco rassicuranti. E’ finita in modo anche traumatico perché il giorno del fatidico raschiamento è stato anticipato da una brutta emorragia. Nemmeno a questa ero preparata e non nascondo che per qualche ora ho creduto (stupidamente) addirittura di poter morire.
Dopo quel giorno, tra lo strazio di avvisare le poche persone a cui avevo detto incautamente di essere incinta e i miei (nostri) pezzettini da raccogliere e rimettere insieme, mi sono molto documentata, ho capito che non avevo colpe e che sono cose che succedono. Documentarmi mi ha fatto bene, parlarne mi ha fatto bene.
Vorrei che tutte le coppie e le singole persone che programmano una gravidanza sapessero quanto è comune l’aborto spontaneo, soprattutto la prima volta, quanto non sia un fallimento ma semplicemente la natura, il corpo non pronto, l’embrione non sano.
Poi a volte i problemi sono più complessi, ma nel mio caso non era così, fortunatamente, e dopo 4 mesi il fatidico test sarebbe stato di nuovo positivo.
I primi mesi, gli orribili primi mesi:
“Oggi, al Pronto Soccorso ostetrico, mi hanno proposto la carta fedeltà..” 10 Aprile 2012
Sì certo, sei felice, sei emozionata, però i primi mesi sono davvero uno schifo. Non ti reggi in piedi, hai le nausee, hai sonno, non senti niente e quindi non sai se va tutto bene. Interpreti ogni segnale come un possibile problema. I primi mesi durano un’infinità. Il 10 Aprile del 2012, già in pieno quarto mese, facevo frequenti capatine al pronto soccorso ostetrico.
I primi 4 mesi sono durati un’infinità. Le prime 12 settimane una vita. Poi finalmente son finiti. In una evoluzione darwiniana del genere umano proporrei di saltarli.
“E’ già iniziata quella cosa che mi toccano la pancia, io per farli sentire molto a loro agio commento: “hai toccato 2/3 grasso e 1/3 bambino”.” 17 Aprile 2012


Non vedo l’ora di leggere le puntate successive.
Approvo la mozione di abolire le prime 12-13 settimane.
Non ho avuto nausee ne’ vomitini vari (me superfortunata) ma le ansie quelle non mancavano… insonnia annessa :-/
Io volevo proporre gravidanze di 7 mesi al massimo, che 9 mi sembran davvero troppi, ma se aboliamo i primi 3 mesi va bene così. Andata.