Precisiamo i ruoli

Dopo alcuni *mesi* in cui non ho sentito la necessità stringente di possedere una cucina funzionante, con l’approssimarsi dell’estate, per vari motivi che i lettori di questo blog conoscono, mi si pone il problema di dover preparare alimenti commestibili.
Chiamo quindi un elettricista e gli spiego il mio problema.
Elettricista: “Oggi però non posso venire, ce la può fare senza il forno?”
Casalinga modello: “Non si preoccupi, è da capodanno che non va.”
Elettricista: “…”
L’elettricista a questo punto, impietosito, decide di darmi qualche consiglio.
“Prima che io venga lei dovrebbe verificare se il problema è la presa o il forno, dovreste tirare fuori il forno dall’incasso, vuole che spieghi al suo ragazzo come si fa? Lui di certo avrà un cacciavite a stella..”
Casalinga modello: “No guardi, non ha capito, il mio ragazzo è quello che ha causato il guasto lavando i piatti e facendo esondare il lavello, e io sono quella che ha il cacciavite a stella, ma non cucina col forno da capodanno.”

(E comunque, là dietro, c’era una presa a ciabatta. La colpevole di tutto ciò.)

Pubblicato in stupiderie | 3 commenti

Bella battuta

Chiacchierando amabilmente col gestore di uno stabilimento balneare, mentre mangio una strepitosa torta di fragole con panna:
Io: “Vedo che la stagione è partita in grande stile: un sacco di gente, un sacco di controlli per le strade..”
Lui: “Eh sì..”
Io: “Comunque dai, io non bevo mai, nemmeno se non guido, quindi sono tranquilla.”
Lui: “Finchè controllano il tasso alcoolico e non la glicemia tu sei a posto!”

Pubblicato in stupiderie | Lascia un commento

Io sono IL GARANTE

Dalle mie parti in queste settimane si sono svolte le elezioni dei consigli di zona della Coop.

Succede che mi viene chiesto di fare il “garante” di un seggio, devo vigilare sulle modalità di voto, assistere allo scrutinio, cose così.

La cosa doveva essere semplice semplice e non impegnativa e INFATTI ho subito ricevuto la prima lettera di protesta sulle modalità di voto nel mio seggio. Ho fatto il sopralluogo, ho dato indicazioni, ho risposto alla lettera.

Poi ho votato anche io, perchè sono anche un socio, e per residenza voto in un seggio diverso da quello in cui sono garante. Mentre sto votando noto un vecchietto che appoggia i suoi biglietti da visita sul seggio. Leggo il nome sul biglietto, lo cerco sul cartellone elettorale: è un candidato.

IL GARANTE ormai sopito dentro me si risveglia all’improvviso, mentre Elena cerca di convincerlo che è tardi, son stanca, ho la spesa in mano, devo pulire anche casa ma niente, EGLI ha il sopravvento:

“Salve, sono un Garante, lei non può mica mettere i suoi biglietti da visita sul seggio”

“Ah un Garante!” non aspettava altro.. “senta venga qui a vedere questo seggio, non pensa che sia poco evidente? e poi lo spazio per votare? e poi non ci sono abbastanza dettagli sui candidati e poi …” dopo 10 minuti.. “E comunque bisogna votare e far votare per la rappresentanza sociale! Perchè i soci coop devono interessarsi direttamente…” dopo 20 minuti “lo dica a tutti i suoi colleghi, questa cosa che i seggi devono essere evidenti, quindi insomma lei è garante, e come mai vota qui?”…

Maledetto senso del dovere, maledetto.

 

Pubblicato in secondo me, stupiderie | 1 commento

I bambini non capiscono l’ironia, lo sanno (quasi) tutti

E io che pensavo di esser cresciuta con l’incubo dei sensi di colpa perchè da piccola avevo visto tutta la serie di Remì. Ennò.

Stasera sento mio padre che racconta, a tavola, l’evento della mia nascita, commentando che non nascevo mai e lui stava per partire per i militari, poi alla fine son nata tre giorni prima della sua partenza. Una roba al cardiopalma insomma. Ma a me questa storia non torna mica.

Allora io gli dico: “Ma cosa dici, papà, mi hai sempre detto che il sogno della tua vita era andare in Marina poi son nata io e non sei potuto partire..”

Lui “Io?? Noooo, io non volevo partire, forse ti prendevo in giro.”

Bello scherzo eh, ma io mi son sentita in colpa fino a 36 anni.

Pubblicato in stupiderie | Lascia un commento

6 aprile: save the date

E mentre in Italia Berlusconi andrà (forse) a processo, a Minsk..

Pubblicato in stupiderie | 2 commenti

3 giorni a NY

E’ passato un po’ di tempo, ma non ho avuto molte occasioni, prima d’ora, per mettermi a scrivere, con calma.

Ma ho fatto bene, perchè di NY bisogna parlare a freddo.

whoa

Innanzitutto, sorriderete, ma ho avuto la sensazione di una città vivibile. Una città in cui è facile spostarsi: a piedi, con i mezzi pubblici, con i taxi. Io, che non sono una grande camminatrice, né ho un apprezzabile senso dell’orientamento, ho percorso dalla 59esima alla 30esima, passando dalla sesta avenue, all’ottava, e magari andando a zig zag, per vedere un po’ tutto.  Poi son tornata per la Broadway. E non ho avuto per un attimo il dubbio di essermi persa.

Facile. E sicura. Ho camminato da sola, di sera, per strada, e non ho avuto paura nemmeno per un secondo.

3 giorni però, non sono niente, specialmente se per girare in realtà ne hai solo uno.

Non ho visto i musei, e questo è quello che mi brucia di più, il Guggenheim, il MET, e il MOMA. Sono i motivi principali per cui vorrei tornare.

Cose che ho visto e fatto a NY:

1) Central park con la neve, nella luce azzurrina della sera.
central park

2) a NY c’è un negozio per ogni cosa, anche uno solo per le m&m’s.
il negozio delle m&m's

3) i peperoni incastonati, nelle scansie dei supermercati.

Supermercati americani..

4) Ho visto una città che va guardata dal basso verso l’alto, e ogni sguardo in alto è un gioco di linee, di luci e di curve, che non ti aspetti.
grattacieli
5) Ho vissuto con un certo compiacimento Eataly, perchè mi andrebbe molto bene, se questa fosse l’immagine dell’Italia a NY.

La Piazza

Sul momento, del mio viaggio, ho adorato il Messico e guardato con sospetto i -9 gradi di NY, oggi, dopo due settimane, rimpiango entrambi, la città sempre viva e il mare, sempre caldo.

Pubblicato in viaggi | Lascia un commento

4 cose che ora so del Messico

1) I Messicani veri dormono nelle amache. Tipo, nello Yukatan, dormono tutti nelle amache, pensate pure che sia una bufala ma io ho sbirciato dentro le case e le ho viste, le amache per dormire. Esiste un manuale di Amaca Sutra, che, dato che siete grandicelli, potete immaginare da soli cos’è.

2) I manifesti elettorali, pubblicitari e soprattutto le insegne, sono spesso dipinte sui muri, e questo rende tutti i muri colorati e ordinati, più dei nostri. Non mi è dato sapere se ci pagano le affissioni. Così, a naso, direi di no.

3) Nei villaggi, ma anche nelle periferie delle città, le porte delle case sono sempre aperte, di giorno e di sera. Ti vien voglia di entrarci, in quelle case, o di salutare, o di pensare che sono li dentro con i vicini a guardare la televisione.

4) Nisba è una parola Maya. Vuol dire “niente”. E io questa cosa non la sapevo proprio.

Nella prossima puntata: i cimiteri, i mercatini, i vestiti e tutto quello che sto vedendo qui (e prima o poi scriverò anche di New York).

Pubblicato in viaggi | 2 commenti

Innaffiate i fiori.

C’è da dire che fino al 2009 avevo preso un solo aereo in vita mia, per andare a Parigi. Ci rimasi 4 giorni, e per 3 di questi stetti a letto con la febbre alta. C’è da dire che ad oggi il posto più lontano in cui son stata è Minsk, seguito a ruota da Cracovia.

Poi ci sono le prossime settimane, in cui per una serie incredibile di coincidenze e fortune mi troverò a prendere 8 aerei e 4 treni e a dormire in 4 hotel e 1 appartamento. Scritto così mi fa impressione.

Venerdì e sabato, per andare con gradualità, sarò a Roma, alla Conferenza nazionale Donne democratiche.

Nella notte tra domenica e lunedì parto per N.Y., ci resto 3/4 giorni, poi ci trasferiamo in Messico. Di questo viaggio vi racconteranno le foto, che intendo fare per tutto il tempo libero che avrò.

Tornerò il 2 marzo e 3 settimane dopo partirò per la Bielorussia. Ci starò solo 3 giorni ma potrò incontrare tutti i bimbi che ho ospitato in questi anni e anche tanti altri che ormai ho visto crescere. La scuola di Chelomy, che abbiamo in qualche modo “adottato”, sperando di poter dare una mano anche questa volta. Sono particolarmente felice perchè era da tanto che volevo condividere questo viaggio con Matteo e far vivere anche a lui le motivazioni del progetto “Chernobyl”.

Vi lascio in custodia il blog, qui, innaffiate i fiori.

(ma se trovo connessioni vi racconto tutto)

Pubblicato in viaggi | 2 commenti

Orsetti Viola

Mi ricordo che una volta si parlava di un signore, e una mia amica commentò: “Sì ma da quando è diventato nonno sembra un cane scemo”.

E giù le risate.

Sì sì, bei tempi quando si prendevano in giro le nonne, gli zii, gente che striscia per terra nitrendo con i nipotini in groppa, professionisti che fanno la vocina in falsetto, papà che parlano alle pance mentre tu stai al telefono con la portatrice della suddetta pancia (questa è vera, di due settimane fa..).

Adesso che noi due siamo quasi zii, abbiamo velocemente intrapreso la strada del rincoglionimento.

Innanzitutto son caduti tutti gli steccati verso le convenzioni che abbiamo sempre rigettato: vestitini rosa come se piovessero. Con le orecchie, con le scritte “I love dad” o “Born 2011″.

Poi, prima guardavo “Reparto Maternità” da sola, oggi invece lo guardiamo e poi ne discutiamo, epidurale o no, effetti del cesareo, e via dicendo. Neanche fosse il cineforum.

Una settimana fa son partita dalla Svizzera, lasciando il mio fidanzato a casa dei suoi genitori, dopo tre ore l’ho sentito e ha proferito le seguenti parole:

“Ho fatto un salto al Fox Town che mia madre ha detto che c’erano delle scarpe da mille franchi in sconto a due franchi”

“E come erano?”

“Le scarpe facevano schifo, però ho preso una tutina e un body rosa per l’olivetta”.

La tutina rosa ha un orsetto rosa attaccato con un cordoncino rosa, nel taschino rosa della tutina rosa.

Olivetta, perdonaci.

(si allega documentazione fotografica)


Pubblicato in anche io ho un cuore | 2 commenti

Se non ora quando?

E’ un po’ che non scrivo. Ho una quotidianità frenetica ultimamente, ma presto farò una pausa “forzata” e di certo vi racconterò un viaggio inatteso. Anzi due.

Per ora, continuando a non argomentare molto, parlo con le mie fotografie.

Oggi sono stata alla manifestazione “Se non ora quando?” a Lugo. Una manifestazione delle donne, non contro le altre donne, ma per tutte le donne e gli uomini che pensano ad un Paese diverso da questo. Un Paese in cui donne e uomini sono di certo diversi ma non nei diritti, negli stipendi, nelle possibilità di accesso al potere.

Perchè gli uomini e le donne sono diversi da come la TV li vorrebbe dipingere.

Sono così:

Pubblicato in politica | Lascia un commento

Ieri e oggi in 3 foto

Foto 1. Ieri sera, ho partecipato all’organizzazione dell’iniziativa di beneficenza per la Fondazione Dopo di Noi presso il Circolo Ravennate dei Cittadini e dei Forestieri. Nella foto, i quadri di Philippe Artias, gentilmente messi a disposizione da Lydia Artias.

Foto 2. Questa mattina ero presente a Lugo Innova, un percorso di democrazia partecipativa sul futuro del centro storico di Lugo. Eravamo più di 150.

Foto 3. Oggi pomeriggio, con altri volontari della mia associazione (bambini da Chernobyl) siamo andati ad aiutare l’associazione per il Benin a preparare qualche bancale di alimenti e vestiario per la prossima spedizione.

E adesso mi metto in pigiama e ci resto fino a lunedì, se tutto va bene.

Pubblicato in foto | Lascia un commento

Intervento direzione provinciale del 18/01/11

Pubblico, tanto per tenerne traccia e indirizzare qui chi voleva leggerlo (mah!) il mio intervento alla direzione provinciale del PD di martedì sera.

Non c’è bisogno che dica che sono soddisfatta del risultato di queste primarie. Sono del PD ed ero nel comitato elettorale per Casadio, e posso dire che entrambi gli obiettivi per cui ho lavorato hanno ottenuto un ottimo risultato.
Ed anche un risultato sorprendente, dal mio punto di vista, alla luce degli esiti delle ultime primarie locali svolte in altri territori, come Milano e per le premesse su cui si sono basate le candidature in campo. Non ho mai pensato che ci fosse una preoccupante incidenza dell’elettorato degli altri partiti nella scelta del candidato, ho invece considerato che se fosse stato vero che esisteva un’ampia base elettorale insoddisfatta nel PD, e che noi, ad appoggiare Casadio, eravamo solo i rappresentanti di un apparato diffuso, ma pur sempre di un apparato dai numeri limitati, era lecito aspettarsi un risultato ben diverso.
Pensavo “magari è vero che non sappiamo più parlare alla nostra gente, magari è vero che non si fidano più di noi”.
E invece non era vero.
Migliaia di persone si sono fidate del candidato proposto e delle persone all’interno dei comitati elettorali, e hanno prima sottoscritto la candidatura e poi votato Casadio.
Per alcuni questo risultato significa che non cambierà nulla. Secondo me invece questo risultato dovrà cambiare ogni cosa.
Ogni cosa. A partire dal fatto che è il momento di dare gambe alle scelte fatte nel recente congresso.
Pochi mesi fa abbiamo eletto una nuova classe dirigente in questo partito, che ha organizzato le primarie e che si è affermata, in questi mesi, come la vera anima del PD di Ravenna.
Questa nuova classe dirigente sono le persone che mi rappresentano. Io ho votato, nell’ordine: Emilio, 29 anni, Giacomo, 30 anni, Davide, 25 anni e Alberto, 39 anni.
A loro, e a tutti quelli eletti nelle rispettive assemblee, chiedo oggi qui alcuni impegni:
1) che l’attività del PD di Ravenna sia prioritariamente quella di produrre politiche territoriali, e solo in seconda battuta le questioni di democrazia interna e i percorsi di scelta dei candidati. Questo perché negli ultimi anni tutte le nostre energie e il nostro lavoro si sono rivolti alle fasi elettorali, interne ed esterne e ben poco tempo abbiamo riservato alle politiche, lasciandole totalmente ai nostri, pur bravi, amministratori, che però non sono il partito e non rappresentano solo il PD.
2) chiedo di condividere i percorsi e le scelte solo ed esclusivamente negli organismi dirigenti eletti e mai altrove, con le libertà e nell’ambito di quella democrazia di mandato che per me rimane il riferimento. La segreteria resta la segreteria, la direzione resta la direzione, ed in questi organismi sono rappresentate anche le mozioni congressuali. é qui che si prendono le decisioni. Le primarie non sono state un nuovo congresso, perché se così fosse, ad ogni primaria, questa classe dirigente sarebbe in discussione. Alle primarie si decidono candidati, non assetti. Nessuno di noi sarà più disposto a lavorare per decisioni prese in sedi non appropriate, né per mediazioni raggiunte con componenti di partito non affermatesi a congresso. Né l’una, né l’altra cosa. Sia chiaro.
3) chiedo che, parallelamente a questi impegni, l’attenzione sia posta al coinvolgimento e alla valorizzazione di nuove risorse nel partito e nelle amministrazioni, come si sta facendo in questi anni, facendo in modo che vi sia l’opportunità per tutti coloro che desiderano farlo, di misurarsi con l’impegno politico. Chiedo a chi ha già fatto un percorso importante dentro al partito di mettersi a disposizione del processo di ricambio, perché un partito che mantiene la stessa classe dirigente per 20 anni non è un partito credibile per il futuro, per quanto possa essere solido.
4) infine chiedo alla nuova classe dirigente, che vi sia più spazio, nel partito, per chi vuole costruire. E che ve ne sia meno per chi vuole distruggere. Più spazio a chi si prende l’onere di comprendere e diffondere le politiche del PD e non sta in disparte come un cecchino pronto a sparare sulla prima parola del Segretario Nazionale. Più fiducia verso chi ha voglia di studiare e approfondire i temi della politica locale e non su chi si improvvisa tuttologo con quella spensierata ingenuità che solo chi non ha responsabilità reali può esercitare.
Dato che tutti i qui presenti ne hanno, è chiaro che non mi riferisco a nessuno di voi in particolare, ma al problema generale e annoso, della formazione politica, che un tempo ci ponevamo e ora, non so bene perchè, è passato in secondo piano, nascosto in un cassetto come l’imbarazzo che causa spesso il dover ammettere che si fa attività politica, figuriamoci anche la scuola di politica, non sia mai.
Affronto un ultimo tema, sempre legato ai modi in cui si esprime il dissenso o meglio la molteplicità di anime interne al PD, che sono sacrosante, se sono appunto interne e non diventano sempre un distinguo sbandierato.
Se qualcuno non è soddisfatto dei processi democratici del PD, che a me, forse ingenuamente, paiono i più evoluti, in Italia, probabilmente è perché là fuori è pieno di partiti più democratici e pronti a farsi rivoluzionare. Vi prego di portarmene degli esempi, perchè tra i nostri alleati a me vengono in mente solo partiti in cui c’è qualche difficoltà con i processi democratici. Mai quanto quelli del centrodestra. E’ chiaro.
Ma comunque ce n’è uno in cui il Presidente è lo stesso dalla data della fondazione, nel 1998.
Diversi altri sono invece nati per gemmazione, quasi sempre da percorsi congressuali che hanno avuto, come esito, scissioni politiche da parte della minoranza del partito: è successo con la corrente di Vendola e Rifondazione Comunista, è successo con Sinistra Democratica alla nascita del PD.
Non ci si deve scandalizzare se c’è chi pensa che questo partito democratico sia poco partito e troppo democratico, perché in effetti per essere una forza di governo non ci manca certo il dibattito interno, ce n’è talmente tanto che tutti si permettono di dire pubblicamente la propria, condivisa o meno con gli organismi preposti, quello che manca è l’approfondimento e il sostegno ai contenuti, che ci sono, ma che stanno solo sullo sfondo di mille altre digressioni, il Movimento Democratico al Lingotto, D’Alema e il cachemire, i Rottamatori a Firenze, rottamatori in lite tra loro, direzioni reali e direzioni preventive, Primarie sì e Primarie no.
Quanti in Italia conoscano la linea economica del PD, o la posizione sulla questione Fiat, o sui temi sociali non è dato saperlo, ma temo siano pochini. Eppure le informazioni sono tutte reperibili, e Bersani si affanna a rilasciare documenti, lettere e contributi video.
E’ chiarissimo che c’è un problema di comunicazione, l’ho detto in questa stessa sede ad una delle prime direzioni del PD e la situazione non è migliorata di molto, ma, non potendo usufruire degli spazi televisivi che hanno i nostri avversari, credo che dovremmo diventare molto di più cassa di risonanza, non solo su internet e con le persone che incontriamo ogni giorno. Dobbiamo essere più partito.
Che non significa allineati a prescindere.
Dirò pessime cose qui, con voi, di come non ci siamo occupati di tematiche importanti a livello locale, di come abbiamo resistenze pesantissime ad accettare un ricambio che esiste già. Spesso non sarò d’accordo su qualche scelta e lo farò noiosamente notare, sempre qui. Ma fuori di qui lavorerò per e non contro. Fino a quando questo PD mi rappresenterà nei contenuti, nei valori e nelle persone.

Pubblicato in politica | 1 commento

Tutto quello che è successo

E’ successo che in Dicembre mi hanno tamponato, ferma ad un semaforo. Il carrozziere mi ha sistemato l’auto, me l’ha resa e due giorni dopo mi hanno di nuovo tamponato ferma ad un semaforo. Ho riportato l’auto dal carrozziere, era un lunedì, alle 11,30, e lui mi ha dato l’auto di cortesia. Alle 18, una signora ha saltato uno stop, l’ho presa in pieno e sono finita in un fosso.
A questo punto, avendo fatto fuori anche l’auto di cortesia, ci sono stati alcuni giorni di passaggi, di treni, di autobus. A causa de lavoro che faccio, sono stati giorni stressanti, molto stressanti. Senza contare che la mia schiena e i miei muscoli sono molto provati da tutte queste botte.
Contemporaneamente, al lavoro, c’erano da affrontare questioni difficili, che hanno richiesto una disponibilità oraria 24h e anche una certa mobilità.
La casa, in questi giorni, l’ho abbandonata. Ho bisogno di un elettricista, perchè è saltato parte dell’impianto elettrico, devo cambiare anche molte lampadine, perchè senza motivo apparente se ne sono fulminate 5 o 6. L’adsl è saltata 3 volte. Un guasto alla centrale, hanno detto. Non sono cose gravi, ma anche queste stressanti.
Ho bisogno di ordine, che non c’è.
Questo fine settimana è stata l’occasione per fermarsi. Riposarsi, dormire, andare a far colazione e prendere i giornali a piedi, cercare di riordinare, in casa. Cambiare un po’ di cose.
Domani chiamerò l’elettricista, oggi andrò a cena con un po’ di amici blogger.
Insomma, questo 2011 non è iniziato nel migliore dei modi, però voglio pensare che sia già successo tutto il peggio e che ora possa solo migliorare. Anche perchè ho molti progetti, e non intendo rinunciare a uno solo.

Pubblicato in boh | 1 commento

Spinoza come Raffaella Carrà

Avevo scritto un post che raccontava ben benino la commovente storia di come ho ritrovato il mio amico “di penna” di 20anni fa, grazie a Spinoza.
Una di quelle robe che funzionavano con la carta da lettere e i francobolli, e che nel tempo, per colpa di un trasferimento, di un postino svogliato, della vita, si era persa.
Mica come oggi, che tra mail, gtalk, facebook, e ammenicoli vari, se ti vuoi tenere in contatto, ce la fai.
In realtà, lui era sempre stato li a scrivere battute per Spinoza e io non lo sapevo. Poi lo avevo anche incrociato alla Blogfest e io non lo sapevo. Poi si era messo con una ragazza che conosco e io non lo sapevo. Poi avevamo un sacco di amici comuni, e io non lo sapevo.
Poi alla fine, gira che ti rigira, con tutti questi contatti comuni, è stato lui ad avere il dubbio che quella Elena fossi io.
Lo avevo scritto con dovizia di particolari, ma l’ho cancellato, quel post, perchè non mi sembrava una carrambata così eccezionale, perchè poi alla fine tutto torna, tutto è circolare: avevamo cominciato a scriverci grazie a Cuore, di cui eravamo entrambi appassionati lettori da ragazzetti, ed ora ci siamo potuti salutare ancora grazie a Spinoza da “adulti”.
E’ buffo, ma non è strano.
E mi fa ben sperare, che tutte quelle persone che leggevano quello spettacolare settimanale di resistenza umana, siano ancora lì a resistere, da qualche parte..

Pubblicato in amarcord, anche io ho un cuore | 3 commenti

Commento a caldo di una che deve ancora comprare i regali di Natale

Questo post l’ho scritto ieri sera, poi mi è saltata la connessione e non sono riuscita a pubblicarlo. E’ possibile che la connessione sia saltata per invitarmi a ragionare un po’ e ritarare la “sbornia” di entusiasmo, per il risultato ottenuto dal candidato che ho sostenuto alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Provincia di Ravenna. Ma non importa, è un commento a caldo, ed è bello anche nella sua esagerazione:
Atterrata finalmente nel mio letto, stanca, raffreddata, con un mal di testa da record, sono comunque piuttosto felice.
Felice perchè abbiamo lavorato davvero tanto per queste primarie. Felice perchè il risultato ci ha premiati. Felice perchè i miei compagni del PD di Lugo sono persone fantastiche: appassionate e serie, soprattutto.
Felice perchè i 10.370 che hanno votato Casadio non sono certo tutti dell’apparato, ma sono quelle migliaia di persone che abbiamo contattato, con cui abbiamo parlato, che hanno incontrato Casadio, che lo conoscevano prima di questa campagna elettorale, che hanno apprezzato il suo operato o il suo programma.
Felice perchè con le persone che stimo e che hanno sostenuto altri candidati, c’è stato un dibattito franco, a volte animato ma sempre corretto, perchè sapevamo e abbiamo sempre saputo di essere “dalla stessa parte”. E quelli che non stimo per i toni e i contenuti con cui hanno un po’ avvelenato queste primarie, facendo campagna contro il PD o contro i candidati, non li stimavo nemmeno prima.
Felice perchè il PD esiste, lo avevo percepito l’11 dicembre a Roma, e oggi, di quei 15.000 che sono andati a votare, 13.000 hanno scelto il PD.
Spero che non ci adageremo su un bel risultato, ma perseguiremo una strada di cambiamento condiviso. Questo chiederò al mio PD.

Pubblicato in politica | Lascia un commento