Di quel giorno.. che Punta Marina sembrava la Sardegna
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Elena | foto | 04 4th, 2010 |
Elena | foto | 04 4th, 2010 |
Voglio segnalare una bella iniziativa di Roberta Milano, che nel suo blog scrive una lettera aperta al Presidente della Regione in cui vive, Burlando, auspicando che la scelta degli assessori avvenga non in base ai voti ottenuti nelle elezioni, o di rappresentanza territoriale o a questioni puramente politiche, ma tramite il principio della competenza.
La lettera è molto bella e vi consiglio di leggerla, perchè ne traspare l’amore per la propria Regione e per l’argomento di cui Roberta si occupa, il turismo.
Ma la cosa ancora più interessante è che l’iniziativa è stata raccolta da diverse altre persone che hanno fatto la stessa cosa, rivolgendo lettere aperte ai propri Presidenti di Regione.
Ecco le prime:
Lettera per la Regione Campania di Antonio Maresca
Lettera per la Regione Marche di Fabio Curzi
Lettera per la Regione Calabria di Giovanni Cerminara
Lettera per la Regione Emilia Romagna di Lidia Marongiu
Lettera per la Regione Toscana di Robi Veltroni
Lettera per la Regione Toscana di Tommaso Galli
Lettera per la Regione Veneto di Danilo Pontone
Lettera per la Regione Lombardia di Alex Kornfeind
Lettera per la Regione Campania di Fabrizio Todisco
E probabilmente se ne aggiungeranno altri.
L’ho sempre pensata come Roberta, e voglio sottolineare che per competenza non si intende chiedere la nomina di un “tecnico”, ma di qualcuno che sappia interpretare il ruolo con senso politico, ma conoscendo la materia.
Spero che i neoeletti Presidenti della Regione abbiano la forza e la possibilità di scegliere le persone che meglio conciliano questi elementi. Buon lavoro.
Elena | secondo me | 04 3rd, 2010 |
Ricevuta stamattina.
Elena | stupiderie | 04 1st, 2010 |
Chi segue un po’ questo blog sa che cosa è un barcamp, ma, a favore di chi capita per caso, spendo qualche parola per spiegarvi di che si tratta.
In pratica un barcamp è una conferenza autogestita, non ci sono relatori definiti o chiamati dall’organizzazione, ma chiunque pensi di avere qualcosa di interessante da comunicare agli altri, può proporre il suo intervento, nei tempi che ci si dà. Può avere un tema o meno, ma sullo sfondo c’è sempre l’ambito delle nuove tecnologie.
A Faenza, grazie all’idea e all’impegno di Alessandro Grazioli, il 10 Aprile ci sarà un barcamp tematico sul rapporto tra le nuove tecnologie e la pubblica amministrazione.
Trovo tra l’altro che sia particolarmente positivo il patrocinio del Comune di Faenza e della Provincia di Ravenna (che peraltro aveva già patrocinato il primo Romagnacamp).
Riporto alcuni passaggi della presentazione che Alessandro ha predisposto su questo barcamp:
“Abbiamo pensato che questa fosse la forma migliore per trovarci e raccogliere le idee attorno a un tema complesso e assai sentito: la Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle realtà medie e piccole, potrebbe trarre grande beneficio dall’adozione degli strumenti forniti dal progredire rapido delle nuove tecnologie; purtroppo questo processo di aggiornamento è ostacolato dalla scarsa cultura e da resistenze spesso difficilmente giustificabili.
Esistono comunque tante realtà virtuose, tanti esempi di come le nuove tecnologie possano realmente aiutare le piccole e medie PA, e quindi il cittadino, con il concreto risultato di contenere le spese, aumentare la trasparenza, gestire in maniera efficace la comunicazione interna ed esterna.
Da qui parte l’idea del CivisCamp, un barcamp informale ma ricco, dedicato a professionisti, esperti, funzionari, politici ma anche e soprattutto semplici cittadini; CivisCamp si terrà sabato 10 aprile presso il Clandestino, storico locale faentino, dalle 9 mattina alle 18 di sera.
La location non deve meravigliare: lo spirito del barcamp passa anche attraverso la scelta di luoghi inconsueti, che abbiano la capacità di stimolare la socialità e il libero scambio di idee; questo non pregiudica certo la qualità degli interventi, semmai la amplifica.
Cosa succederà in concreto il 10 aprile? Ci si incontrerà, si discuterà, si ascolteranno storie ed esperienze, si proporrà la propria visione, il proprio progetto. Un vero momento di confronto, lontano dai luoghi e dai modi istituzionali; parleremo di web, di formazione, di software libero, di strumenti di comunicazione e condivisione.
Speriamo vivamente di avervi incuriosito: il contributo di chi vive quotidianamente la pubblica amministrazione è di fondamentale importanza.
CivisCamp, tentiamo di disegnare insieme la pubblica amministrazione di domani.”
Bene, mi interessa, e ci sarò.
Elena | barcamp | 04 1st, 2010 |

Rocca di Lugo, cortile interno, oggi.
Elena | foto | 03 27th, 2010 |
Quest’anno taglio il preambolo, tanto questo post è annuale e sapete già cos’è il 5 per mille, sapete che non vi costa nulla, che comunque non potreste recuperarlo in nessun modo.
Come ribadisco ogni anno: se conoscete una associazione di volontariato, un ente di ricerca, una cooperativa sociale del vostro territorio che ha fatto richiesta per essere tra gli enti destinatari del 5 per mille, fate benissimo a destinarlo a questi.
Ma se non avete nessuno in particolare, mi permetto di sottoporvi ben 2 progetti a cui tengo tantissimo.
Uno è l’associazione di cui faccio parte, il COMITATO LUGHESE BAMBINI DA CHERNOBYL. Le attività, se seguite questo blog, le conoscete bene, e comunque potete trovare tutto qui: http://www.aiutiamoli.wordpress.com
Il codice fiscale dell’associazione è 91008810391.
Il secondo progetto, di cui vi ho parlato anche nel post precedente, è la FONDAZIONE DOPO DI NOI, che si occupa di persone disabili adulte, in particolare se prive di rete famigliare. Il sito internet è questo: http://www.dopodinoi.ra.it
Il codice fiscale della Fondazione è 92053910391
Elena | cose serie | 03 26th, 2010 |
Per tutti ci sono giornate in cui il lavoro non dà le soddisfazioni che vorremmo, in cui è dura, arrivare a sera. Ci son giornate, invece, che ci si dice “cavoli, che bel lavoro che faccio”.
Ecco, oggi.
Oggi sono stata a Numana, dove risiede la vedova di Philippe Artias, Lydia. Ci sono andata insieme ad alcuni colleghi della Fondazione Dopo di Noi.
Philippe Artias è un artista nato in Francia nel 1912 e morto in Italia, a Numana, nel 2002.
Partecipò alla Resistenza francese (venne anche insignito della Legion D’Onore), e dopo la guerra, nel ’48, incontrò Picasso e si trasferì a Vallauris, dove Picasso risiedeva, e divenne un suo amico di conversazione e di studio per cinque anni.
Per tutta la vita Artias ha esplorato tecniche e materiali diversi, stili e strumenti.
Dal 1976 si trasferì in Italia, con Lydia e continuò a produrre nel luogo straordinario che ho potuto vedere oggi.
Una casa su una collina, che si affaccia direttamente, attraverso una grande vetrata, sul panorama che scende fino al mare.
Con questo panorama lavorava Artias, e con questo panorama ogni giorno, Lydia, si occupa di fare in modo che tutti conoscano il lavoro del suo compagno, un artista che lei, oltre ad amare, ammira smisuratamente: glielo si legge negli occhi quando parla delle sue opere.
Le opere sono ovunque, ad ogni passo temi di inciampare in un olio o far cadere una ceramica. L’intera casa sembra un’opera d’arte, piante e cani compresi.
Lydia è molto affezionata alla nostra Fondazione, si interessa agli ospiti della nostra residenza, ritiene che l’arte possa fare bene alle persone, possa renderle felici. Abbiamo parlato a lungo di salute e mentale, e di come, secondo lei, gli artisti riescano a mettere nel proprio lavoro la loro dose di follia.
E ci aiuta. Anche oggi eravamo là per parlare di iniziative di raccolta fondi per la Fondazione da realizzare insieme, nel prossimo autunno.
Ma prima, dato che apprezzo davvero tanto questo artista (così tanto che ogni giorno due sue opere su carta mi accompagnano nelle giornate di lavoro dalle pareti del mio ufficio), vi segnalo che, in Provincia di Ravenna ci saranno ben 2 mostre nei prossimi mesi, entrambe organizzate dalla CNA: a Cervia (Magazzini del Sale), dal 4 Luglio al 29 Agosto e a Bagnacavallo (Convento di San Francesco), dal 12 settembre al 10 ottobre.
La Residenza di Torri di Mezzano della Fondazione Dopo di Noi (via Donati 6), davanti alla quale si può vedere un grande pannello di metallo con una riproduzione di un’opera di Artias (nella foto), festeggerà il suo secondo anno di vita il 7 Aprile, con un Open Day, dalle 16 in poi. In questa occasione sarà aperta a tutti coloro che vogliono visitarla.
Elena | cose serie, lavoro | 03 25th, 2010 |
Che poi dire la Polonia, io ho visto solo Cracovia e Oswiecim, mica posso dire di aver visto la Polonia.
Comunque, Cracovia è una bella città, gente cordiale, molti giovani, soprattutto moltissimi bambini.
Ha quella giusta dose di modernità e decadenza, colore e punti di ombra, gioia di vivere e spleen che la rendono interessante e misteriosa.
Consiglio a tutti la nostra soluzione di viaggio: abbiamo preso un appartamento a due passi dalla stazione centrale e dalla stazione degli autobus, a pochi metri dalla fermata del tram e degli autobus urbani. Adiacente alla stazione un enorme centro commerciale con negozi decisamente europei, un supermercato, e tutto quello che si possa desiderare, in caso di pioggia (come oggi pomeriggio).
Qui il link http://www.cracow-apartments.com/Appartamenti-Cracovia-67016,szczegoly.html si tratta di un appartamento davvero carino, nonostante all’esterno metta qualche preoccupazione (la zona stazione non è mai la migliore e un palazzone dall’intonaco ingrigito con un sexy shop alla porta accanto può trarre in inganno).
C’è tutto: wifi, microonde, satellite, stereo.
All’autostazione si può prendere l’autobus che porta davanti ad Auschwitz, in tanti orari dal mattino prestissimo in poi, andare da soli è facile, quindi non comprerei uno di quei pacchetti organizzati, ma è una questione di gusti.
Per sapere cosa visitare a Cracovia basta prendere una guida qualsiasi (le vendono a pochi zloty in tutte le lingue) e una cartina, in cui di solito sono specificate anche le linee del tram e degli autobus, che dopo le prime difficoltà abbiamo imparato a decifrare senza sforzi. Per visitare Cracovia servono almeno un paio di giorni.
Il mio set di foto su Cracovia è qui: http://www.flickr.com/photos/senzaaggettivi/sets/72157623661616960/
Punti negativi: il cibo. Per una allergica alla cipolla come me, qui mangiare è difficile, c’è cipolla ovunque, anche nella pizza surgelata. Il cibo locale ci è parso pesante e troppo basato sulla carne, però ci sono anche tanti ristoranti etnici per quando vi sarete stancati. Noi per esempio oggi abbiamo preso una fregatura in un ristorante ebraico, ma probabilmente ce ne sono anche dei molto buoni. Si cena in due con l’equivalente di 20/25 euro.
Il caffè. Se vi viene voglia di un caffè, fatevela passare. L’unico caffè decente siamo riusciti a trovarlo nella galleria di cui sopra, che ha un negozio tipo nespresso. Comunque non prendetelo al ristorante, ci sono alcuni bar specializzati.
Il costo della vita è piuttosto basso, quindi è un viaggetto economico. Il cambio, ci ha consigliato un tassista, è bene farlo in centro e non alla stazione e in aeroporto. Non sappiamo perchè, prendetela così.
Io avrei finito, ma Matteo insiste perchè segnali che le ragazze sono bellissime, i maschi invece meno. Ma dato che io avevo già assistito ad una situazione simile in Bielorussia non mi stupisco affatto, deve essere una caratteristica dei paesi dell’est.
Elena | io e lui, secondo me | 03 21st, 2010 |
So che non dovrei scrivere un post a caldo, perchè non saprò essere lucida nel ricostruire le cose importanti, ma vado a impressioni, e corredo con un po’ di foto.
Prendiamo un autobus da Cracovia alle 8,30 di mattina, 40 zloty (10 euro) per 2 persone A/R, un’ora e mezzo di viaggio. E’ una piacevole giornata di sole, e fa anche caldo.
Arriviamo ad Oswiecim, il nome polacco di Auschwitz, attraversando una bella campagna costellata di casette colorate e ordinate. Notavo oggi che ogni casa è caratteristica, nessuna è uguale all’altra, un colore, una forma, un fregio. E innumerevoli diverse tendine bianche.
Anche Auschwitz si presenta come un luogo ordinato e ben tenuto.
Io e Matteo ci siamo detti che lo è anche troppo.
Lo dico subito, perchè è la convinzione più forte che ne abbiamo tratto: non andate mai ad Auschwitz senza andare a Birkenau. L’uno, senza l’altro, non è comprensibile.
Auschwitz è in gran parte un museo, all’interno degli edifici sono state realizzate ricostruzioni delle baracche e mostre, anche impressionanti. Mi ha colpito molto, ad esempio, una stanza chiusa da una vetrata, colma dei capelli di donne, e un tessuto realizzato con questi capelli. 
Sono terribili anche “il muro della morte“, luogo in cui venivano realizzate le esecuzioni, e la camera a gas sperimentale, nei sotterranei del blocco 11, dove per la prima volta venne utilizzato il gas Ziklon b.
Non abbiamo visitato tutte le esposizioni curate dalle singole nazioni, perchè abbiamo ritenuto di andare prima a Birkenau e poi eventualmente tornare se fosse rimasto tempo.
Ma Birkenau è “troppo” enorme.
Andiamo con ordine: abbiamo preso un taxi davanti al museo di Auschwitz, perchè l’altro campo è a 3 km. 15 zloty di taxi, valgono la pena, perchè a Birkenau c’è da camminare tantissimo, meglio conservare le energie.
8 km di strade interne, più di 170 ettari, 98 edifici, 300 ruderi, bisogna percorrerli perchè qui, a parte le baracche e le altre parti distrutte o dai tedeschi, o dai polacchi, o dall’unica rivolta ebrea nel campo (venne distrutta la camera a gas IV), è tutto ancora come era.
Appena arrivati è bene salire sulla torre principale, e vedere fino a dove arriva l’occhio, che non è tutto il campo di Birkenau, perchè in fondo, oltre il boschetto, ci sono ancora 2 camere a gas, la “sauna” (luogo in cui i prigionieri venivano spogliati e lavati al loro arrivo), e ci sono anche parti che erano in costruzione e non sono mai state completate.
Birkenau è rude. Marzo non è considerata stagione di visita e quindi molte baracche erano chiuse, ma dalle finestre si vede che tutto è rimasto come era. 
Il settore delle donne è fatto di stanzoni di mattone, sono una trentina. Passiamo al centro del settore donne, lungo un ampio viale, percorrendo circa 500 metri. In fondo c’è il primo forno crematorio con camera a gas, totalmente distrutto, ne restano solo le rovine, e le tavolette bianche attorno, che testimoniano il passaggio di famigliari e amici degli uccisi, quasi tutte in lingua ebraica.
Si va verso destra e si arriva davanti al monumento ai caduti, e alla tristemente famosa fine del binario.
A destra un’altra camera a gas con forno crematorio, la III. Di questa la pianta è molto chiara, si vede la scala di ingresso, l’ampio spazio per lo spogliatoio, e la zona dei forni crematori.
A questo punto, se non avessimo comprato una guida, saremmo tornati indietro passando attraverso al settore uomini, e invece, proseguendo dietro al monumento, dopo al boschetto, vi sono altre due camere a gas, una delle quali distrutta da una rivolta interna, e l’edificio “Sauna”, dentro il quale è conservata una carriola per il trasporto delle ceneri.
Dopo l’edificio Sauna, abbiamo preso la strada del ritorno, un viale di ghiaia bianca che costeggia il settore uomini.
Dietro di noi, nel frattempo, stavano arrivando dei nuvoloni neri, e ci è parso meglio non soffermarci oltre, in più avevamo le gambe e la testa stanchi, per cui ce ne siamo andati, fissando le ultime immagini con le foto e con gli occhi.
C’erano due donne americane di colore, madre e figlia e un piccolo, con loro. Erano venuti dal Texas a visitare Auschwitz. “It’s very sad..” ha detto la nonna, due o tre volte, uscendo dalla baracca prigione di Auschwitz.
E’ vero. Ma esiste. E vedere è necessario.
La scritta, poi, è tornata.

Elena | cose serie, io e lui | 03 20th, 2010 |
Oggi l’on.Scandroglio, avvertito da amici del fatto che qualcuno aveva riportato su blog il suo status poco edificante su FB, scrive una nota, che copio integralmente, per spiegare la situazione:
Scopro solo oggi, in seguito a telefonate di amici, di una “mia” apparente esilarante dichiarazione pubblicata in bacheca l’11 marzo alle ore 14:46.
Tengo a precisare che: certamente non è stata opera mia anche se fare il parlamentare non è vita facile e un po’ di vacanza con sole mare e spiaggia non mi dispiacerebbe.
Quando accedo a FB lo faccio spesso da computer che si trovano in luoghi più disparati: alla camera, in alberghi, all’aeroporto e in vari uffici.
L’errore che ahimè commetto è di non fare il logout dal mio profilo quando esco, cliccando semplicemente sulla X pensando di fare cosa giusta, ma oggi mi accorgo del contrario.
In questo modo qualcuno ha potuto accedere direttamente e farmi questo bello scherzetto.
Mi scuso, pertanto, con chi ha letto quel post che preferisco non cancellare affinché tutti possano leggere e capire questo mio commento.
Solo fra qualche giorno mi permetterò di eliminarlo.
Comunque a pensarci bene avrebbero potuto scrivere di peggio quindi… lezione imparata: d’ora in avanti starò più attento!
D’ora in avanti non potrò fare a meno di pensare a tutti quei burloni alla Camera (perchè in aeroporto e in albergo probabilmente userà un suo pc) che appena Scandroglio si assenta un attimo per andare in bagno corrono a riaprire il suo account Facebook, si consultano freneticamente, scrivono una cazzata qualsiasi, e poi aspettano che lui torni per ridersela alla grandissima sotto i baffi.
Poteva andargli peggio, potevano aprirgli un account su Badoo.
Elena | secondo me, stupiderie | 03 16th, 2010 |

Hanno scritto: “Stranieri, non lasciateci soli con gli italiani”.

Foto di gruppo con il Sindaco

Un gruppo di studenti francesi, felici di aver trovato il nostro stand.
Elena | foto | 03 15th, 2010 |
A Cervia. Sabato 13/03/10
Elena | foto | 03 14th, 2010 |

di nuovo all’Almagià, di nuovo Silvia.
Elena | foto | 03 14th, 2010 |
Michele Scandroglio, deputato del PDL ieri ha dichiarato sulla sua pagina Facebook che stava pensando:

Ora, capisco che fare il parlamentare non sia cosa semplice e comporti un sacco di responsabilità (commisurate, comunque, a un adeguato stipendio), ma caro Scandroglio, con la crisi che c’è in Italia, se sei stanco, dimettiti, qualche giovane con la voglia di lavorare e con il “fisico” necessario si trova sicuramente.
Rispetto alle belle signorine, inutile ribadire la visione ancellare che certi uomini di potere hanno delle donne, ne ho già parlato ampiamente qui.
(tra le altre cose, lui pensa al mare mentre alla camera si discute questo (dal resoconto dei lavori di ieri, 11 marzo, dalle 15,05 alle 19 passate): “Seguito della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2010: Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata “)
Elena | secondo me | 03 12th, 2010 |
Tra una settimana esatta io e lo svizzero partiamo per Cracovia.
Non è previsto bel tempo (non diteglielo), ma comunque, sprezzanti del pericolo e con gli scarponi pesanti, il sabato ci recheremo ad Auschwitz (I e II), mentre avremo venerdì e domenica per visitare Cracovia.
Abbiamo tanto bisogno di consigli e suggerimenti sulle cose da vedere, da fare, sui percorsi migliori.
Considerate che avremo un delizioso appartamentino a 100 mt dalla stazione e che pensiamo di andare a Oświęcim in bus, partendo alle 8,30 (dicono che è più comodo che in treno anche se ci si mette di più, ma per sicurezza mi informo anche sui treni).
Non ci è chiarissimo se tra una settimana ci saranno i bus navetta tra i due campi (sappiamo invece che in questo periodo sono aperti dalle 8 alle 16, quindi dovremmo avere comunque 4/5 ore a disposizione).
Che cosa non dobbiamo assolutamente perdere a Cracovia? Cosa dobbiamo sapere?
(grazie)
Elena | io e lui | 03 11th, 2010 |