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5 months, 3 weeks ago at
21:40 .
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Che poi dire la Polonia, io ho visto solo Cracovia e Oswiecim, mica posso dire di aver visto la Polonia.
Comunque, Cracovia è una bella città, gente cordiale, molti giovani, soprattutto moltissimi bambini.
Ha quella giusta dose di modernità e decadenza, colore e punti di ombra, gioia di vivere e spleen che la rendono interessante e misteriosa.
Consiglio a tutti la nostra soluzione di viaggio: abbiamo preso un appartamento a due passi dalla stazione centrale e dalla stazione degli autobus, a pochi metri dalla fermata del tram e degli autobus urbani. Adiacente alla stazione un enorme centro commerciale con negozi decisamente europei, un supermercato, e tutto quello che si possa desiderare, in caso di pioggia (come oggi pomeriggio).
Qui il link http://www.cracow-apartments.com/Appartamenti-Cracovia-67016,szczegoly.html si tratta di un appartamento davvero carino, nonostante all’esterno metta qualche preoccupazione (la zona stazione non è mai la migliore e un palazzone dall’intonaco ingrigito con un sexy shop alla porta accanto può trarre in inganno).
C’è tutto: wifi, microonde, satellite, stereo.
All’autostazione si può prendere l’autobus che porta davanti ad Auschwitz, in tanti orari dal mattino prestissimo in poi, andare da soli è facile, quindi non comprerei uno di quei pacchetti organizzati, ma è una questione di gusti.
Per sapere cosa visitare a Cracovia basta prendere una guida qualsiasi (le vendono a pochi zloty in tutte le lingue) e una cartina, in cui di solito sono specificate anche le linee del tram e degli autobus, che dopo le prime difficoltà abbiamo imparato a decifrare senza sforzi. Per visitare Cracovia servono almeno un paio di giorni.
Il mio set di foto su Cracovia è qui: http://www.flickr.com/photos/senzaaggettivi/sets/72157623661616960/
Punti negativi: il cibo. Per una allergica alla cipolla come me, qui mangiare è difficile, c’è cipolla ovunque, anche nella pizza surgelata. Il cibo locale ci è parso pesante e troppo basato sulla carne, però ci sono anche tanti ristoranti etnici per quando vi sarete stancati. Noi per esempio oggi abbiamo preso una fregatura in un ristorante ebraico, ma probabilmente ce ne sono anche dei molto buoni. Si cena in due con l’equivalente di 20/25 euro.
Il caffè. Se vi viene voglia di un caffè, fatevela passare. L’unico caffè decente siamo riusciti a trovarlo nella galleria di cui sopra, che ha un negozio tipo nespresso. Comunque non prendetelo al ristorante, ci sono alcuni bar specializzati.
Il costo della vita è piuttosto basso, quindi è un viaggetto economico. Il cambio, ci ha consigliato un tassista, è bene farlo in centro e non alla stazione e in aeroporto. Non sappiamo perchè, prendetela così.
Io avrei finito, ma Matteo insiste perchè segnali che le ragazze sono bellissime, i maschi invece meno. Ma dato che io avevo già assistito ad una situazione simile in Bielorussia non mi stupisco affatto, deve essere una caratteristica dei paesi dell’est.
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5 months, 3 weeks ago at
23:07 .
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So che non dovrei scrivere un post a caldo, perchè non saprò essere lucida nel ricostruire le cose importanti, ma vado a impressioni, e corredo con un po’ di foto.
Prendiamo un autobus da Cracovia alle 8,30 di mattina, 40 zloty (10 euro) per 2 persone A/R, un’ora e mezzo di viaggio. E’ una piacevole giornata di sole, e fa anche caldo.
Arriviamo ad Oswiecim, il nome polacco di Auschwitz, attraversando una bella campagna costellata di casette colorate e ordinate. Notavo oggi che ogni casa è caratteristica, nessuna è uguale all’altra, un colore, una forma, un fregio. E innumerevoli diverse tendine bianche.
Anche Auschwitz si presenta come un luogo ordinato e ben tenuto.
Io e Matteo ci siamo detti che lo è anche troppo.
Lo dico subito, perchè è la convinzione più forte che ne abbiamo tratto: non andate mai ad Auschwitz senza andare a Birkenau. L’uno, senza l’altro, non è comprensibile.
Auschwitz è in gran parte un museo, all’interno degli edifici sono state realizzate ricostruzioni delle baracche e mostre, anche impressionanti. Mi ha colpito molto, ad esempio, una stanza chiusa da una vetrata, colma dei capelli di donne, e un tessuto realizzato con questi capelli. 
Sono terribili anche “il muro della morte“, luogo in cui venivano realizzate le esecuzioni, e la camera a gas sperimentale, nei sotterranei del blocco 11, dove per la prima volta venne utilizzato il gas Ziklon b.
Non abbiamo visitato tutte le esposizioni curate dalle singole nazioni, perchè abbiamo ritenuto di andare prima a Birkenau e poi eventualmente tornare se fosse rimasto tempo.
Ma Birkenau è “troppo” enorme.
Andiamo con ordine: abbiamo preso un taxi davanti al museo di Auschwitz, perchè l’altro campo è a 3 km. 15 zloty di taxi, valgono la pena, perchè a Birkenau c’è da camminare tantissimo, meglio conservare le energie.
8 km di strade interne, più di 170 ettari, 98 edifici, 300 ruderi, bisogna percorrerli perchè qui, a parte le baracche e le altre parti distrutte o dai tedeschi, o dai polacchi, o dall’unica rivolta ebrea nel campo (venne distrutta la camera a gas IV), è tutto ancora come era.
Appena arrivati è bene salire sulla torre principale, e vedere fino a dove arriva l’occhio, che non è tutto il campo di Birkenau, perchè in fondo, oltre il boschetto, ci sono ancora 2 camere a gas, la “sauna” (luogo in cui i prigionieri venivano spogliati e lavati al loro arrivo), e ci sono anche parti che erano in costruzione e non sono mai state completate.
Birkenau è rude. Marzo non è considerata stagione di visita e quindi molte baracche erano chiuse, ma dalle finestre si vede che tutto è rimasto come era. 
Il settore delle donne è fatto di stanzoni di mattone, sono una trentina. Passiamo al centro del settore donne, lungo un ampio viale, percorrendo circa 500 metri. In fondo c’è il primo forno crematorio con camera a gas, totalmente distrutto, ne restano solo le rovine, e le tavolette bianche attorno, che testimoniano il passaggio di famigliari e amici degli uccisi, quasi tutte in lingua ebraica.
Si va verso destra e si arriva davanti al monumento ai caduti, e alla tristemente famosa fine del binario.
A destra un’altra camera a gas con forno crematorio, la III. Di questa la pianta è molto chiara, si vede la scala di ingresso, l’ampio spazio per lo spogliatoio, e la zona dei forni crematori.
A questo punto, se non avessimo comprato una guida, saremmo tornati indietro passando attraverso al settore uomini, e invece, proseguendo dietro al monumento, dopo al boschetto, vi sono altre due camere a gas, una delle quali distrutta da una rivolta interna, e l’edificio “Sauna”, dentro il quale è conservata una carriola per il trasporto delle ceneri.
Dopo l’edificio Sauna, abbiamo preso la strada del ritorno, un viale di ghiaia bianca che costeggia il settore uomini.
Dietro di noi, nel frattempo, stavano arrivando dei nuvoloni neri, e ci è parso meglio non soffermarci oltre, in più avevamo le gambe e la testa stanchi, per cui ce ne siamo andati, fissando le ultime immagini con le foto e con gli occhi.
C’erano due donne americane di colore, madre e figlia e un piccolo, con loro. Erano venuti dal Texas a visitare Auschwitz. “It’s very sad..” ha detto la nonna, due o tre volte, uscendo dalla baracca prigione di Auschwitz.
E’ vero. Ma esiste. E vedere è necessario.
La scritta, poi, è tornata.

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5 months, 3 weeks ago at
19:55 .
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Oggi l’on.Scandroglio, avvertito da amici del fatto che qualcuno aveva riportato su blog il suo status poco edificante su FB, scrive una nota, che copio integralmente, per spiegare la situazione:
Scopro solo oggi, in seguito a telefonate di amici, di una “mia” apparente esilarante dichiarazione pubblicata in bacheca l’11 marzo alle ore 14:46.
Tengo a precisare che: certamente non è stata opera mia anche se fare il parlamentare non è vita facile e un po’ di vacanza con sole mare e spiaggia non mi dispiacerebbe.
Quando accedo a FB lo faccio spesso da computer che si trovano in luoghi più disparati: alla camera, in alberghi, all’aeroporto e in vari uffici.
L’errore che ahimè commetto è di non fare il logout dal mio profilo quando esco, cliccando semplicemente sulla X pensando di fare cosa giusta, ma oggi mi accorgo del contrario.
In questo modo qualcuno ha potuto accedere direttamente e farmi questo bello scherzetto.
Mi scuso, pertanto, con chi ha letto quel post che preferisco non cancellare affinché tutti possano leggere e capire questo mio commento.
Solo fra qualche giorno mi permetterò di eliminarlo.
Comunque a pensarci bene avrebbero potuto scrivere di peggio quindi… lezione imparata: d’ora in avanti starò più attento!
D’ora in avanti non potrò fare a meno di pensare a tutti quei burloni alla Camera (perchè in aeroporto e in albergo probabilmente userà un suo pc) che appena Scandroglio si assenta un attimo per andare in bagno corrono a riaprire il suo account Facebook, si consultano freneticamente, scrivono una cazzata qualsiasi, e poi aspettano che lui torni per ridersela alla grandissima sotto i baffi.
Poteva andargli peggio, potevano aprirgli un account su Badoo.
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5 months, 3 weeks ago at
17:50 .
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Hanno scritto: “Stranieri, non lasciateci soli con gli italiani”.

Foto di gruppo con il Sindaco

Un gruppo di studenti francesi, felici di aver trovato il nostro stand.
Elena
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03 15th, 2010
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5 months, 4 weeks ago at
14:20 .
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A Cervia. Sabato 13/03/10
Elena
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03 14th, 2010
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5 months, 4 weeks ago at
01:06 .
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di nuovo all’Almagià, di nuovo Silvia.
Elena
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03 14th, 2010
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6 months ago at
21:37 .
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Michele Scandroglio, deputato del PDL ieri ha dichiarato sulla sua pagina Facebook che stava pensando:

Ora, capisco che fare il parlamentare non sia cosa semplice e comporti un sacco di responsabilità (commisurate, comunque, a un adeguato stipendio), ma caro Scandroglio, con la crisi che c’è in Italia, se sei stanco, dimettiti, qualche giovane con la voglia di lavorare e con il “fisico” necessario si trova sicuramente.
Rispetto alle belle signorine, inutile ribadire la visione ancellare che certi uomini di potere hanno delle donne, ne ho già parlato ampiamente qui.
(tra le altre cose, lui pensa al mare mentre alla camera si discute questo (dal resoconto dei lavori di ieri, 11 marzo, dalle 15,05 alle 19 passate): “Seguito della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2010: Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata “)
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6 months ago at
23:25 .
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Tra una settimana esatta io e lo svizzero partiamo per Cracovia.
Non è previsto bel tempo (non diteglielo), ma comunque, sprezzanti del pericolo e con gli scarponi pesanti, il sabato ci recheremo ad Auschwitz (I e II), mentre avremo venerdì e domenica per visitare Cracovia.
Abbiamo tanto bisogno di consigli e suggerimenti sulle cose da vedere, da fare, sui percorsi migliori.
Considerate che avremo un delizioso appartamentino a 100 mt dalla stazione e che pensiamo di andare a Oświęcim in bus, partendo alle 8,30 (dicono che è più comodo che in treno anche se ci si mette di più, ma per sicurezza mi informo anche sui treni).
Non ci è chiarissimo se tra una settimana ci saranno i bus navetta tra i due campi (sappiamo invece che in questo periodo sono aperti dalle 8 alle 16, quindi dovremmo avere comunque 4/5 ore a disposizione).
Che cosa non dobbiamo assolutamente perdere a Cracovia? Cosa dobbiamo sapere?
(grazie)
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6 months ago at
13:32 .
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Elena
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03 11th, 2010
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6 months ago at
00:00 .
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Elena
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03 11th, 2010
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6 months ago at
21:18 .
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Elena
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03 9th, 2010
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6 months ago at
22:39 .
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Raffaele, Marilanda, Alessandra in Comune a Lugo, nel giorno della Donna.
Elena
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03 8th, 2010
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6 months ago at
10:16 .
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“Oggi l’8 marzo compie cent’anni. Nei giorni scorsi, lo confesso, mi sono domandata se sono la persona giusta per fare un intervento in una occasione così importante. Io che in passato ho osteggiato le quote rosa, che ho sempre sostenuto che le donne dovessero accedere ad ogni ruolo per capacità e non per salvaguardia di una categoria debole. Io che pensavo che la parità fosse ormai acquisita.
In passato, l’ho fatto. Ho votato, nel mio partito, contro le quote, credevo che fosse la cosa giusta.
Poi sono cresciuta anche io ed ho pensato che non ci si può far prendere da piccole ipocrisie.
La mia ipocrisia era dovuta al fatto che io avevo sempre fatto quello che volevo fare, secondo le mie capacità, ed avevo sempre avuto l’opportunità di farlo, di esprimermi, di parlare. Per questo, basandomi sulla mia esperienza, ho pensato che anche le altre donne potessero avere le stesse opportunità o arrivare ad averle, con un po’ di pazienza.
E’ una piccola ipocrisia pensare che sia solo questione di tempo, perchè la parità non c’è, ci deve essere ora. Ed è già troppo tardi.
E’ una ipocrisia pensare che le donne, se sono in gamba, raggiungono gli stessi risultati degli uomini, perchè sono in maggioranza uomini al potere e tendono a scegliere altri uomini, anche senza premeditazione. Non dico sempre, non dico ovunque, ma succede.
Ora mi è più chiaro che le donne in gamba devono avere lo stesso diritto di accesso alle liste, alle selezioni, agli strumenti di scelta, poi sarà chi è deputato a scegliere che lo farà, elettori, concorso, giuria.
Alla fine ho accettato quei meccanismi che forzano un po’ l’accesso da parte delle donne alla politica e al lavoro in generale, anche se continuerò sempre a trovarli vagamente umilianti, perchè spesso è solo con la presenza di donne in determinate posizioni che possono essere affrontate in modo corretto tutte le tematiche, con punti di vista e modalità differenti.
Mi domando ad esempio se determinate leggi sciagurate si sarebbero approvate ugualmente o con le stesse modalità, se le donne fossero state nello stesso numero degli uomini, in parlamento. Ne dubito. Non a caso si sono sovente formati movimenti di protesta trasversali tra le poche donne presenti nelle istituzioni.
Ma la situazione, oggi, in italia, è ancora più odiosa. Non solo non c’è parità di accesso ai luoghi “di potere”, ma abbiamo illustri esempi di come le donne, per intercessione maschile, vi accedono più per questioni di immagine che di contenuto.
Sto usando un giro di parole, ma è abbastanza chiaro che mi riferisco all’imbarazzante situazione delle candidature alle regionali di soubrette, modelle, attrici, igieniste dentali per le quali i giornali e le tv di tutto il mondo ci prendono in giro.
Queste bellissime ragazze che, senza alcuna esperienza politica, vengono catapultate da uomini di potere come specchietti per le allodole in posti importanti, non si possono tradurre in spazi alle donne nelle istituzioni. Noi donne, italiane, ci dobbiamo sentire prese in giro e dovremmo reagire in maniera molto più netta.
Non volevo fare un discorso politico, dato anche il periodo, ma è difficile parlare della situazione delle donne in italia senza tener conto della considerazione che l’uomo più importante d’italia ha delle donne, delle sue gaffes, delle odiose battute, non ultima quella sulle donne albanesi che ha fatto adirare tanti intellettuali italiani ed albanesi che gli hanno richiesto scuse ufficiali.
Ma la colpa non è solo di certi uomini, dell’abitudine, della storia. La colpa è anche delle donne che si prestano a questo.
Dei modelli sbagliati. Della bonaria accettazione di una situazione retrograda.
Di chi non si spende per cambiare le cose. Di chi accetta i modelli maschili e li mette in pratica sul lavoro.
Di chi dovrebbe riempire la vita di bambine e bambini di valori forti e giusti e invece non riesce a evitare che passi il primato dell’immagine esteriore sui contenuti della persona. E non è nemmeno colpa della televisione. Perchè la televisione i bambini devono guardarla con gli strumenti corretti, con qualcuno in grado di spiegare loro cosa stanno vedendo.
Le donne, tutte, le mamme, le lavoratrici, le nonne, le maestre, le sorelle. Loro devono soprattutto operare per trasmettere modelli diversi. Portate le vostre bambine, le vostre nipoti, le figlie degli amici e anche i bambini, perchè no, al cinema, a teatro, fate scoprire loro il piacere della lettura, della musica, il valore della diversità, la nobiltà della politica, il gusto del rispetto delle regole, l’etica, la storia, l’educazione civica, la bellezza delle differenze, la magia di un’opera d’arte, il mondo che c’è in ogni persona, la forza delle donne.
Raccontate loro di modelli femminili potenti e diversi dalle subrettine: la Magnani, che diceva al suo truccatore di lasciarle tutte le rughe, che ci aveva messo una vita a farle così, la Levi Montalcini, premio nobel, la Merini, eccezionale poetessa recentemente scomparsa, la Hack, , la Callas, la Ginzburg, Pina Baush, Hannah Arendt, Frida Khalo, Janis Joplin, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Billie Holiday, Aung San Suu Kyi, Madre Teresa, le abuelas de plaza de majo, le staffette partigiane.
Riempite la vita delle bambine e dei bambini di contenuti che li facciano adulti consapevoli. E’ l’ignoranza che porta a pensare che il corpo della donna sia uno strumento di marketing. E’ l’ignoranza che fa pensare che essere belle e guardate sia la realizzazione di una vita.
L’ignoranza fa sì che si approvino leggi che violano la libertà di scelta delle donne, che le umiliano.
L’ignoranza e gli stereotipi che fa sì che la donna sia la segretaria e l’uomo il capo. L’uomo il politico e la donna la first lady. La donna mamma e custode della casa, l’uomo colui che porta a casa lo stipendio. La parità è anche uno stato mentale.
Anche senza malafede, a me succede tutti i giorni, nel corridoio in cui lavoro io, prima di me, ci sono due maschi, e chiunque entri supera le loro porte e si ferma davanti alla mia dicendo “ho un appuntamento con il presidente”. Sono donna, e sono automaticamente la segretaria. Non è misoginia, ne sono certa: sono stereotipi da superare.
Voi lo sapete che per alcuni lavori esistono ancora stipendi differenziati tra uomini e donne? Lo sapete che anche in provincia di Ravenna nei consigli di amministrazione delle grandi imprese, nei consigli comunali, nelle posizioni dirigenziali, in lavori in cui non si può certo prendere come discrimine la forza fisica, gli uomini sono di più in percentuale schiacciante?
Ebbene noi su questo dobbiamo lavorare, insieme, perchè una donna sia casalinga solo se questo è il suo desiderio, che sia dirigente se ne ha le capacità, che possa portare il velo se desidera farlo, ma possa anche lavorare ed emanciparsi, se vuole, che possa scegliere della sua vita senza ricatti psicologici o economici, che sia rispettata, nel suo corpo e nella sua mente.
Aiutiamoci le une con le altre. Insegniamo che si può essere fragili senza essere perdenti, emotive senza essere seconde, che si può essere semplicemente un punto di vista diverso, ma soprattutto, che si può essere quello che si vuole essere.
E che questo non sia mai scontato per nessun uomo.”
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6 months ago at
09:16 .
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Ho trovato l’autore di tutte quelle mail di spam che ci arrivano ogni giorno!
Lo stile è inconfondibile.
Si è tradito mandandomi questo sms di auguri per la festa della donna stamattina presto:
“Felicitazioni! le auguro che i vostri sogni si rializzino, successi, amore! IVAN”
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6 months ago at
16:09 .
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e c’era una manifestazione contro il razzismo.
Elena
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03 7th, 2010
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