Probabilmente questo avviene perché siamo molto stupidi, ma da quando siamo qui la nostra comunicazione è diventata tutto un iddu arrosu sagarrappiddi. Non che ci siano stati grossi contatti coi locali, i quali, probabilmente arrivati stremati a fine stagione, ci porgono l’attenzione che si dà a quello che tira tardi mentre tu vorresti chiudere, pulire e finalmente riposare.
La padrona di casa ci ha riservato un po’ più di tempo per spiegarci la raccolta differenziata e per regalarci dolcetti che abbiamo potuto gustare il primo giorno, poi, sono arrivate le formiche a rivendicarne il diritto di prelazione territoriale.
La spiaggia qui davanti, dopo un rapido sopralluogo, è stata catalogata tra quelle di cui io ho paura, ossia quelle in cui il mare diventa subito profondo, e io non sono cuor di leone. Quindi, archiviato il nemmeno troppo presente desiderio di andare al mare a piedi, si è aperto il capitolo camel adventure. Il secondo giorno siamo andati a nord, verso la zona di cala ginepro che avevamo brevemente visitato lungo il tragitto tra Olbia e Orosei. La spiaggia che avevo “scelto” è quella di Berchida, situata in una zona protetta e raggiungibile con oltre tre chilometri di strada sterrata. In alta stagione per accedere si paga il biglietto, siamo fortunati perché ci comunicano che da qualche giorno ‘hanno deciso’ che la stagione è finita. Berchida è un posto selvaggio e molto bello, bisogna evitare le zone in cui si spiaggiano le posidonie, ma le dimensioni della spiaggia sono tali che è abbastanza semplice farlo. Ci sono servizi minimi, un chiosco con i panini e le bibite, e non troppa gente, almeno in settembre, diciamo che ci sono una decina di metri a essere umano. La sabbia è quasi bianca e morbida, l’acqua diventa profonda gradualmente.
Il giorno dopo io, me ne assumo ogni responsabilità, decido che non si può stare qui senza aver visto Cala Luna. Allora andiamo al porto di Cala Gonone e assistiamo alla prima vera selezione sociale della mia vita. Chi si può permettere sotto i 50 euro sui barconi della speranza, come li ha poi chiamati Matteo, gli altri sui gommoni noleggiati con il conducente. A Cala Luna, scomodamente appoggiati su una sabbia grossolana che a pelo d’acqua diviene doloroso sasso, assistiamo a grandi sbarchi e imbarchi, con speaker che annunciamo che si riparte alle 15.45, o domani, alla stessa ora.
Cala luna è sicuramente bella e selvaggia, l’acqua di quel cobalto delle foto da cartolina, ma noi, dopo 4 ore di sbarchi, piedi doloranti, meduse, nel nostro metro a disposizione, abbiamo optato per tornare a cala gonone a farci una birra (e una coca cola per me).
La sera cerchiamo disperatamente un locale tipico, ma non abbiamo ancora avuto fortuna. È solo l’inizio della vacanza, non ci arrendiamo.
Oggi abbiamo provato la Bidderrosa. Si tratta di un’oasi naturale vicina a Berchida, composta di 5 spiagge. Abbiamo deciso di vedere la prima, anche se purtroppo il tempo era brutto e c’era un vento forte. In teoria il maltempo doveva arrivare domani, e io avevo appunto programmato per mercoledì la gita a Nuoro, ma, a quanto pare, ha anticipato.
La Bidderrosa col sole deve essere bellissima, sabbia chiara e fine, acqua trasparente che diventa profonda piano piano.. ci torneremo.
Nel frattempo, stasera, nella nostra casetta a due passi dal mare, si sente il mare molto arrabbiato, speriamo non con noi.
