Decisioni

Ho deciso, da domani, o anche da stasera, ricomincio a scrivere con costanza qui. Non dico tutti i giorni, ma con costanza, perchè mi serve, perchè ho bisogno di un palo a cui attaccarmi quando c’è tanto vento, o quando il pavimento è in discesa.

Nel frattempo, se vi fidate di me, ascoltate questo intervento di Bersani, ieri, alla Camera. Fa bene al cuore, perchè finalmente parla come vorremmo sentirlo parlare.

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18/09/2010

Oggi Corinna si è sposata..
letture
..con Roberto
bacio
e poi c’eravamo tutti noi..
gruppo

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La nostra vacanza in 5 foto e mezza

berchida

Posada
cala luna

surfer

tamo

E ciao.

L'unica foto insieme in cui non fa lo scemo..

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Vacanze in Sardegna (ovvero noi due in balia dei flutti)

Probabilmente questo avviene perché siamo molto stupidi, ma da quando siamo qui la nostra comunicazione è diventata tutto un iddu arrosu sagarrappiddi. Non che ci siano stati grossi contatti coi locali, i quali, probabilmente arrivati stremati a fine stagione, ci porgono l’attenzione che si dà a quello che tira tardi mentre tu vorresti chiudere, pulire e finalmente riposare.
La padrona di casa ci ha riservato un po’ più di tempo per spiegarci la raccolta differenziata e per regalarci dolcetti che abbiamo potuto gustare il primo giorno, poi, sono arrivate le formiche a rivendicarne il diritto di prelazione territoriale.
La spiaggia qui davanti, dopo un rapido sopralluogo, è stata catalogata tra quelle di cui io ho paura, ossia quelle in cui il mare diventa subito profondo, e io non sono cuor di leone. Quindi, archiviato il nemmeno troppo presente desiderio di andare al mare a piedi, si è aperto il capitolo camel adventure. Il secondo giorno siamo andati a nord, verso la zona di cala ginepro che avevamo brevemente visitato lungo il tragitto tra Olbia e Orosei. La spiaggia che avevo “scelto” è quella di Berchida, situata in una zona protetta e raggiungibile con oltre tre chilometri di strada sterrata. In alta stagione per accedere si paga il biglietto, siamo fortunati perché ci comunicano che da qualche giorno ‘hanno deciso’ che la stagione è finita. Berchida è un posto selvaggio e molto bello, bisogna evitare le zone in cui si spiaggiano le posidonie, ma le dimensioni della spiaggia sono tali che è abbastanza semplice farlo. Ci sono servizi minimi, un chiosco con i panini e le bibite, e non troppa gente, almeno in settembre, diciamo che ci sono una decina di metri a essere umano.  La sabbia è quasi bianca e morbida, l’acqua diventa profonda gradualmente.
Il giorno dopo io, me ne assumo ogni responsabilità, decido che non si può stare qui senza aver visto Cala Luna. Allora andiamo al porto di Cala Gonone e assistiamo alla prima vera selezione sociale della mia vita. Chi si può permettere sotto i 50 euro sui barconi della speranza, come li ha poi chiamati Matteo, gli altri sui gommoni noleggiati con il conducente. A Cala Luna, scomodamente appoggiati su una sabbia grossolana che a pelo d’acqua diviene doloroso sasso, assistiamo a grandi sbarchi e imbarchi, con speaker che annunciamo che si riparte alle 15.45, o domani, alla stessa ora.
Cala luna è sicuramente bella e selvaggia, l’acqua di quel cobalto delle foto da cartolina, ma noi, dopo 4 ore di sbarchi, piedi doloranti, meduse, nel nostro metro a disposizione, abbiamo optato per tornare a cala gonone a farci una birra (e una coca cola per me).
La sera cerchiamo disperatamente un locale tipico, ma non abbiamo ancora avuto fortuna. È solo l’inizio della vacanza, non ci arrendiamo.
Oggi abbiamo provato la Bidderrosa. Si tratta di un’oasi naturale vicina a Berchida, composta di 5 spiagge. Abbiamo deciso di vedere la prima, anche se purtroppo il tempo era brutto e c’era un vento forte. In teoria il maltempo doveva arrivare domani, e io avevo appunto programmato per mercoledì la gita a Nuoro, ma, a quanto pare, ha anticipato.

La Bidderrosa col sole deve essere bellissima, sabbia chiara e fine, acqua trasparente che diventa profonda piano piano.. ci torneremo.

Nel frattempo, stasera, nella nostra casetta a due passi dal mare, si sente il mare molto arrabbiato, speriamo non con noi.

Spiaggia sa berchida

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Aperture mentali

Seguo sempre con interesse i commenti che vengono fatti agli articoli sui giornali locali online, e oggi ho trovato il più divertente (e saggio) di sempre.

Vi incollo anche quasi tutto l’articolo sennò non si capisce di cosa stiamo parlando: si parla di un centro sociale per anziani che molto civilmente ha concesso la propria sala pubblica alla comunità mussulmana per il Ramadan (a pagamento, tra l’altro), essendo questa una delle pochissime sale pubbliche con capienza adeguata a Lugo.

Il commento spettacolare è il secondo, di Katia, che a questo punto, vorrei sposare.

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da lugonotizie.it

Ramadan al Tondo, Toschi: “Disponibilità e rispetto per tutte le comunità”

mercoledì 25 agosto 2010

“La presenza, in questo periodo di agosto, della comunità islamica al Tondo, dovuta alla celebrazione del Ramadan, pare sia oggetto, pur non essendovi motivazione concreta, di una sorta di curiosità inspiegabile; da oramai molti anni il Centro Sociale è disponibile ad accogliere le diverse comunità che a Lugo non hanno uno spazio adeguato per le solennità delle diverse Confessioni professate sul territorio, essendo egli stesso punto di riferimento per gli immigrati e per il mondo del Volontariato che in quell’ambito operano – dichiara l’assessore all’immigrazione Ombretta Toschi-. Da tempo, al Centro Sociale, esiste una sala di ritrovo per badanti, si tengono corsi di alfabetizzazione e di italiano per stranieri anche grazie al vivace contributo del mondo cooperativo e dei volontari”.
“Il Centro Sociale ha mandato di affidare, in autonomia e a propria discrezione, la sala pubblica, tenendo conto dei principi di laicità ed equità che ne animarono i fondatori. Va precisato che non per questo la sede del Centro Sociale il Tondo è diventata una moschea in questi giorni di Ramadan, così come non è una chiesa evangelica quando vi hanno luogo le celebrazioni domenicali dei credenti evangelici”.
(…)

Commenti (2)

Mi dispiace dirlo ma il sig. Toschi è profondamente ignorante sulle questioni mussulmane, di conseguenza si dovrebbe dimettere dall’incarico per mancanza dei requisiti necessari per ricoprire tale ruolo, e lo dico da tesserato del PD.
Sono profondamente amareggiato, per come la Sinistra in Romagna si ostini a non voler vedere i fatti.
Qui gli extracomunitari stanno arrivando a frotte carichi di richieste di diritti senza sentir nessun dovere, un esempio? ci provi il signor Toschi a sposare una donna mussulmana senza doversi convertire all’ISLAM se ci riesce… e questa la chiama rispetto per le regole e la libertà dell’Italia che è il paese ospitante?….direbbe Totò…ma mi faccia il piacere!
Io penso che la sinistra in Romagna stia consegnando il territorio alla Lega nord su un piatto d’argento!

26/08/2010 - inviato da: mario Ricci
——
Sig. Mario Ricci, mi spiace dirlo ma Lei è profondamente ignorante sulle questioni che riguardano gli assessori lughesi, basta dire che il Sig. Toschi è in realtà la Sig.ra Toschi…il fatto che sia assessore non significa automaticamente che sia uomo…ma questo fà capire già molte cose sulla sua apertura mentale…
Se la Sig.ra Toschi volesse sposare una donna mussulmana probabilmente non riuscirebbe a farlo neppure se si convertisse all’islam…e sicuramente, in Italia, la Sig.ra Toschi non potrebbe unirsi con un qualsiasi tipo di vincolo ad una donna italiana cattolica, induista, buddista o atea che sia e forse sarebbe più utile battersi perchè questo potesse avvenire anche in Italia…
ma pppoi….ci provi lei, Sig Mario Ricci, a sposare, per esempio, una italianissima donna testimone di Geova senza doversi convertire al suo culto se ci riesce…e mi pare che mai nessuno, giustamente, abbia mai sollevato problemi su tale argomento o su dove i testimoni di Geova si trovino a professare la propria religione…se non forse limitandosi alle solite chiacchere da bar su come questi rompano le scatole la domenica mattina suonando al campanello mentre uno dorme…
27/08/2010 - inviato da: Katia
(http://lugonotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=3886)
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Lettera semiseria ai miei lettori

Cari lettori, in questa fase in cui tutti scrivono lettere anche io non potevo esimermi (ehm).
Sappiate, per iniziare, che io la lettera di Veltroni mi rifiuto di leggerla. Perchè uno che prende su un giorno per scrivere agli italiani, il 24 agosto, dopo che quando era il suo momento per dire delle cose d’opposizione agli italiani non diceva niente, uno così è fuori tempo massimo di almeno 2 anni. Uno così che è scappato ben due volte e tutte e due le volte ha detto che andava in Africa e poi non ci andava mai, mentre io stavo a impiattare i cappelletti alla festa de l’unità che sotto il tendone delle cucine è quasi più caldo che in Africa, uno così non mi interessa cosa pensa del futuro dell’Italia adesso.
Quella di Bersani invece l’ho letta, perchè è il Segretario e proprio da lui mi aspetto che ci dica qualcosa in questo momento in cui siamo tutti fermi e imbambolati a guardare lo spettacolo del Titanic che affonda, con noi dentro.
E la lettera di Bersani dice tutte le cose giuste eh (a parte il finale, un po’ macabro “E’ giunto il tempo infatti di suonare le nostre campane”), che però io proverei a riassumere in 10 righe, se ci riesco:
Berlusconi in questi anni ha promosso l’emersione del cervello di rettile* che è in ciascuno di noi portando ad una evidente “regressione dello spirito civico e della moralità pubblica”, dicendo tutto e il contrario di tutto, ma con una faccia tosta che anche noi rimaniamo spiazzati. Poi ne dice così tante che ce le dovremmo segnare, senza peraltro decidere nulla “Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com’è nell’usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare governo”.
Però, se andiamo a votare adesso, con questa legge elettorale, ci teniamo Berlusconi a vita, quindi ci stiamo organizzando per un’alleanza ampia, basata su due o tre valori forti, tipo mandare a casa Berlusconi e fare una nuova legge elettorale e speriamo di farcela sennò è un casino e le campane invece che suonare a festa suoneranno a morto.

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E questa volta lo penso anche io, e devo farmi seria, per un istante, e dire che questa volta l’alleanza di “scopo” è proprio utile, l’alleanza tra tutti quelli che pensano che è necessario rifare la legge elettorale prima di andare al voto. Poi si vota. E non sarà una cosa facile, perchè non è che esista già una ipotesi di come farla, questa legge elettorale, ma io voglio ancora sperare sulla serietà di una parte della classe politica, compresa quella che si sta smarcando da Berlusconi, ma che pure appartiene ad una parte che non è la mia.
E poi bisogna che quell’uomo venga giudicato per le cose che gli sono addebitate, e non perchè io sono di un altro schieramento, e non perchè penso che verrà condannato, solo perchè è giusto così, anche se il risultato fosse una assoluzione piena.

Perchè la legge è uguale per tutti, e fare una legge per non essere uguali agli altri è un ossimoro nei fatti. Un errore da matita rossa, se esistesse ancora la scuola, in Italia.

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*Il cervello di rettile regola i processi legati alla sopravvivenza come il metabolismo, la regolazione delle ghiandole endocrine e il mantenimento della regolarità del battito cardiaco e della pressione arteriosa. Questa parte del cervello media la comunicazione sociale a livello di sfida o atteggiamenti territoriali (difendere e sorvegliare i propri possedimenti dai ladri), di corteggiamento (come vestirsi e truccarsi), di autoaffermazione (sollevamento di pesi). (da http://www.angelini.it/areatematica-file/9720_Principali-strutture-del-cervello.htm)

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Compensazioni

Ieri m’è preso il sacro fuoco delle grandi opere in casa, allora sono andata in uno di quei posti per il “Fai da te” e ho comprato 10 cose.
Quando son stata a casa mi son accorta che di queste cose ne avevo pagate solo 9, perchè una si trovava in mezzo ad altre e nè io nè la cassiera ce ne eravamo rese conto (stiamo parlando di un valore di circa 1 euro e 50).
Attanagliata dai sensi di colpa stavo per autodenunciarmi alle forze dell’ordine locali quando mi sono accorta che in realtà nella borsa c’erano 8 cose.
Due cose le ho lasciate per sbaglio alla cassa, per un valore di circa 3,80 euro.

Calcoli il candidato:
1) quanto ci ho rimesso in questa operazione
2) quanto sono stordita

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le distrAzioni

Questa settimana è un po’ troppo a metà tra ferragosto e le mie vacanze.
E’ tutto scombussolato. Le persone sono scombussolate.
Solo le distrazioni sono già tutte operative.
Ora, per dire, avevo iniziato a fare un verbale.
Mi sono distratta la prima volta perchè avevo fame e volevo capire chi viene in mensa oggi.
La seconda volta volevo fare una telefonata ma quella persona era in ferie.
La terza perchè poi mi è venuto in mente un altro lavoro da finire.
La quarta perchè non ricordo la data del CDA del verbale ma ho lasciato l’agenda a casa.
Poi ho controllato la posta, per cercare la convocazione, ma erano arrivate delle altre mail da leggere.
Poi è passata una persona dal corridoio e dato che anche gli altri non è che han ripreso del tutto, questa persona è entrata per chiedermi se ero stata in vacanza, e no, ci devo ancora andare, e dove vai, vado a Orosei, conosci? essì bello, il golfo di Orosei, eh boh, non ci sono ancora stata.
La settima distrazione è stato notare che ho un po’ mal di testa. Qui le riflessioni si son sprecate. Innanzitutto perchè mi è venuta in mente quella teoria per cui se ti fermi un minuto ad ascoltare il tuo corpo, non ci sarà mai una volta in cui non ti farà male niente, dalla punta dei capelli alle dita dei piedi.
Allora ho chiuso gli occhi e ho sentito che mi fa male la testa e anche il polpaccio sinistro. Il polpaccio sinistro, tra l’altro, in modo immotivato.
Poi ho pensato che il mio fidanzato dice che i mal di testa sono segno che hai bisogno di caffè. O che hai bevuto poca acqua. O che ti serve mangiare la pasta. Sono sue teorie scientificamente validate da trentacinquennale esperienza diretta.
Poi è passato il capo e mi ha detto “ok per quel documento”, allora ho preso il documento e l’ho spedito.
Poi ho riaperto il verbale, e non mi ricordavo più dove ero arrivata, ah sì, la data, e ho riaperto la posta.
Poi allora mi son messa a pensare alle distrazioni e ho scritto questo post. Ora pubblico. Ma ho ancora fame, quindi appena pubblicato vado in mensa.
Oggi pomeriggio andrà meglio, ho una tattica infallibile: resto in ufficio fino a quando non avrò finito tutto, distrazioni comprese.

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Bellissima Zurigo

Temo di essermi innamorata.

Ne parliamo da 3 anni ormai ma solo in questo w.e. abbiamo avuto occasione di andare a Zurigo, a casa di Barbara, sorella di Matteo, e di visitare finalmente questa città di cui avevo tanto sentito parlare.

A parte l’occasione particolare di poter camminare per la città nel bel mezzo della Street Parade, e il tempo ballerino, non sono riuscita a trovare difetti a questo posto.

L’architettura è armoniosa ovunque, in centro e in periferia. I mezzi pubblici perfetti. I volti di tutti i colori e di tutte le età. Un posto pieno di vita ma anche pulito e ordinato. L’equilibrio di tutto, senza sbavature e senza forzature.

Se siete amanti del turismo “cittadino”, mettete in programma un paio di giorni qui, merita.

Ah, la street parade..
angeli3
fantastico
angeli1

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Estate – ovvero un post frivolo e inutile (come piace a noi)

Abbiamo fatto un’ottima scelta, nel decidere di andare in vacanza in settembre. Alimenta il delizioso pensiero che, mentre tutti saranno rientrati, noi partiremo.
Nel frattempo l’estate trascorre piena. Cinque settimane con i bambini, tanto mare e piscina. Ora che loro sono ripartiti, sto passando questa settimana di ferragosto, in cui (teoricamente) l’ufficio è chiuso, tra la Svizzera e l’Italia.
Sabato abbiamo visitato un paese molto carino in Piemonte, Orta San Giulio, sul Lago D’Orta. Ci si passa piacevolmente una giornata, ed ho anche lasciato il cuore in un negozio di abiti del centro.
servizio motoscafi
scorciopiazza centrale
Certo che ricordare un negozio di abbigliamento con tutto il bello che c’era là.. Mi permetto pensieri superficiali, d’estate, confronto persino i prezzi e i gusti del gelato, e quella strana usanza di far pagare la panna montata, peraltro nemmeno artigianale, 50 centesimi di più. Mi son vantata con una gelataia di Orta che a Ravenna, la panna montata è compresa nel prezzo. E non ho aggiunto che spesso è fatta in casa e non alla macchinetta.
Tra le note “maipiùsenza” mi preme segnalarvi che il Lago di Lugano in queste settimane è verde. Varia tra il verde smeraldo e il verde canarie, a seconda della luce del sole. Pare che sia un’alga che lo rende verde. Io penso sempre che se in un lago ci sono anche le alge, come al mare, allora tanto vale andare al mare.
Come prova d’amore verso le mie zone, giovedì mi improvviserò guida turistica per Inna, una delle accompagnatrici dei bambini bielorussi, e le farò vedere le bellezze di Ravenna. Probabilmente passerò la giornata di domani, dopo un po’ di lavoro, a documentarmi per fare bella figura (non su italia.it).
Poi venerdì si parte per Zurigo (segue documentazione fotografica).
Insomma tutto procede come deve procedere in estate, tra sorrisi e sole, lavoro e lunghe dormite, belle notizie e piccole preoccupazioni. Tutto normale, in attesa di un inverno da cui mi aspetto moltissimo, montagne di lavoro ma anche viaggetti brevi e spero anche consistenti novità.
Però, prima del freddo, c’è una settimana di settembre, qui:

Ah, se nel frattempo cade il governo, mandatemi una mail, la leggerò al ritorno.

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“Non c’è prezzo per la miticità”

E mentre riguardiamo Kung Fu Panda per la quinta volta in 5 settimane, e sento il piccolo che ripete alcune parole del film, arrivo alla punta massima di “non è possibile che debbano già andare via”. E invece lunedì sera ripartono, e probabilmente non mi è mai dispiaciuto così tanto.
A parte la tosse, i capricci, le sveglie di notte, i piatti da lavare, la gestione quotidiana, i “EEEElenaaaaaaa, Victor ha fatto queeesto” e i “Eeeeeleeenaaaa, Ivan ha fatto queeeeellooo”, è stato uno dei mesi più felici della mia vita.
Non lo sarebbe stato altrettanto senza uno degli ingredienti di questo mese, noi 4 e tutte le cose che sono successe. Sono due bambini fantastici (tutti i bambini lo sono, mi sa), il tempo è passato in un lampo, ora tornano a casa a raccontare di noi e speriamo di aver fatto una bella figura.
Il problema è che io non son mica una bella persona, stasera, per esempio ho venduto un gioco elettronico sul mio cellulare per 10 bacetti sulla guancia (scontati poi a 5, con lunga trattativa). A volte ho perso la pazienza (più che altro con Matteo), a volte non sono stata abbastanza presente, a volte non ho dedicato tempo “singolo” ai due. Ho riso, se li ho visti piangere per niente, perchè è bello così, che possano ancora piangere senza motivo (ma mi si apre in 10 il cuore se piangono per un motivo serio).
Se avessi avuto più tempo, forse, avrei potuto ovviare ai miei sbagli, ma non ho più tempo, purtroppo.
Non so se sono promossa, però han detto che, se si può, loro tornerebbero.
Ma adesso basta, è ora di Dobroe noche. Saftra paidiom na more (trad. “domani andiamo al mare”..).

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Cose che si possono fare dormendo

C’è della magia nel modo in cui dorme Victor. Non dorme, entra in un’altra dimensione. Non so se avete presente in Avatar la scena in cui lei trascina il corpo di lui “addormentato” per salvarlo dalle ruspe dei cattivissimi umani. Ecco, così.
E insomma succede che il bambino, nei giorni scorsi, esprima la richiesta di essere svegliato una volta durante la notte per andare in bagno a fare pipì. Ok, se lo chiede lui, lo faccio.
Svegliarlo però è una parola grossa. Provi con le carezzine, con il suo nome, con il solletico.. niente. Allora lo prendi in braccio e lo metti in piedi, tanto è uno scricciolo. Il bambino sembra reagire. Cammina. Ma non si dirige verso il bagno.
Va verso una fonte di luce qualsiasi e si ferma in piedi davanti all’ostacolo: tapparella, muro, porta.
Allora lo ridirezioni verso il bagno. Procede. Si ferma in piedi in bagno, indeciso sul da farsi.
In realtà sta dormendo.
Di solito mi trattengo dal ridere perchè ho un grande rispetto e invidia del sonno profondo, ma stanotte non ce l’ho fatta.
Sì perchè arrivato in bagno e ha chiuso la porta, mi pareva vigile e quindi ho aspettato fuori. E’ stato quando ho sentito correre a lungo l’acqua che mi sono un po’ insospettita.
In realtà, tra le varie opzioni che gli si prospettavano nell’essere in bagno alle 3 e 30 di notte, assolutamente addormentato, ha pensato di essere li per lavarsi i piedi, e così stava facendo.
Poi è tornato a letto e si è riaddormentato di colpo (o meglio, ha continuato a dormire). Ma con i piedi pulitissimi.

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Si vede bene che Matteo si abbassa, eh.

Ravenna - 10.07.2010
Foto di Andrea Perotti
Sabato sera, Casalborsetti

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Ribka

Una settimana fa, a quest’ora, io e Matteo eravamo su un autobus, diretti all’aeroporto di Forlì, dove sarebbero atterrati 30 bambini bielorussi, di cui 2 diretti a casa nostra.
Mi ci è voluta una settimana per avere il tempo di pensare e scrivere un post. La vita di tutti i giorni è abbastanza frenetica, e più o meno si ripete in una routine fatta di prepara gli zainetti, svuota gli zainetti, prepara i vestiti, lava i vestiti (quante lavatrici!), prepara la cena, riordina dopo la cena.
Ma oggi è sabato e posso fermarmi un po’. Li sento fuori in terrazzo mentre parlano a 2 metri di distanza con 2 walkie talkie, dopo una giornata di mare passata più in acqua che fuori.
Bene. Voi conoscete Pistolicki (Ivan), sapete che è un bambino educato, ordinato, un po’ umarell, molto testardo. E’ ancora così, forse un po’ più umarell perchè si sente in dovere di fare da fratello maggiore all’altro. Caparbio come sempre, mi ha tenuto il muso per svariate ore per una losca vicenda di palloncini d’aria negati.
E’ molto più rilassato, si sente a casa, ci conosce tutti bene.
Passiamo al nuovo arrivato. Victor. E’ sceso dall’aereo serio serio, con le sopracciglia un po’ aggrottate e la bocca stretta a cuoricino. Oggi invece apre grandi sorrisi, e ci siamo arrivati con una settimana di lenti avvicinamenti.
E’ un bambino delicato, mi viene da dire. E’ educatissimo, estremamente obbediente (se non cambia qualcosa con l’acclimatamento), che a momenti ride e scherza spensierato, a momenti si intristisce, e in effetti ne ha diversi motivi. Ha 9 anni, ne dimostra 5 o 6, al massimo. Anche per questo a tutti quelli che lo vedono viene voglia di dargli carezze o buffetti o gesti affettuosi che non credo gradisca di primo acchito. Ha i suoi tempi. Glieli abbiamo lasciati tutti.
Il momento in cui è più felice è in acqua, mette i braccioli e gli occhialini e si impegna come un matto a nuotare, a volte venendo verso di noi e aggrappandosi al collo, a volte gettandosi oggetti o palloni da recuperare. Per questo oggi abbiamo deciso (io e Ivan) che lui è “ribka”, il pesciolino.
Sono davvero bravi bambini, non c’è che dire. Una mia amica che li ha avuto in casa una sera mi ha detto che era tutto un “grazie”, “prego”, ” vuoi acqua?” (loro a lei, eh) e cose simili, due lord inglesi.
La cosa più difficile della settimana credo sia stato l’equanime distribuzione di attenzioni. Non si può mai fare una cosa con uno e non con l’altro.
(Scusate scendo a recuperare un pallone nel parcheggio, tanto per cambiare. Resto in contatto radio con il mio appartamento.)
Dicevo: gli equilibri. Oggi al mare è stato tutto un tuffo uno, un tuffo l’altro, un gioco uno un gioco l’altro. Sono esausta.
Ed è quasi ora di cena. Che meraviglia.
(to be continued)

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Contrordine, compagni?

Cari Giovani Democratici (o chi di voi ha protestato),
mi dispiace tantissimo questa vostra presa di posizione verso la parola “compagni”. Tra l’altro ora cavalcata, come sempre, da altri che ben poco hanno a che fare con le vostre motivazioni.
Io mi sono iscritta ad un Partito che aveva già cominciato il suo percorso di cambiamento, di discontinuità da una storia che veniva riconosciuta e che rappresentava una base culturale, non l’unica, ma che comunque veniva in qualche modo superata, alla ricerca di un partito moderno.
Era il PDS. Poi sono stata iscritta ai DS. E poi al PD.
E la parola “compagno” ha avuto per me un significato appena diverso da quello che ha per voi. Io riconosco e sono orgogliosa di quella storia, ma so che è storia.
Eppure io quel termine vorrei continuare ad usarlo. Non fosse altro per la sua perfetta etimologia.
Dal latino cum panem, colui che condivide lo stesso pane.
Oppure anche com pagus, ossia dello stesso paese.
Non trovate che sia esattamente rappresentativo di quello che dovremmo essere?
Ma ancora, da un po’ di vocabolari online:

  • Colui che condivide un’esperienza o una condizione con altri
  • Molto simile
  • Chi si trova insieme con altri in particolari circostanze o per un lungo periodo della vita, o esercita la medesima attività, o vive nello stesso ambiente.

Se volete possiamo chiamarci “amici”, ma non siamo amici, se non facebookianamente.
Se volete possiamo chiamarci “cari”, ma i cari sono altri, nel mio immaginario.
Possiamo chiamarci anche in tutti questi modi assieme.
Per me siamo compagni, condividiamo un cammino, siamo simili, nella stessa condizione, e ci troviamo insieme, nella particolare circostanza di volere una Italia diversa da quella che è oggi l’Italia di Berlusconi, per un lungo periodo della nostra vita.
Il superamento del passato si fa con i fatti, l’innovazione è nelle idee e nelle azioni. Nei contenuti.
E nello stile: l’intervento di Gifuni è stato bellissimo, moderno, pieno di passione. Non c’era nulla di nostalgico. Se non la nostalgia di un Paese migliore. E in questo, con Gifuni, mi sento compagna.

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